Quelli che di riforme sull’art. 18 non ne vogliono


© TelereggioREGGIO EMILIA, 5 APR. 2012 – Un’adesione oltre le aspettative e il traffico cittadino paralizzato dal passaggio del serpentone dei lavoratori. Il corteo della Cgil è stato protagonista del pomeriggio di ieri a Reggio Emilia. Si parla di diecimila persone. Diecimila ‘no’ alla riforma Fornero, diecimila ‘sì’ al mantenimento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Con la Cgil questa volta c’è pure un nutrito gruppo della Uil.Il corteo inizia a prendere forma alle 14.30, sotto un cielo che ha molta voglia di esplodere; via Ruini, via Gramsci, via Filangieri, e ponti di Calatrava. Quando la massa di lavoratori – dei settori commercio, facchinaggio e metalmeccanico – si ferma sul ponte centrale, l’acqua scende a catinelle.Fino a quel momento il fronte è compatto e ordinato, poi qualche lavoratore della Cgil decide di staccarsi dal gruppo ufficiale e proseguire secondo un itinerario non prestabilito, per creare più disagio alla circolazione e far sentire così ancora più forte la loro protesta. Seguono attimi di forte agitazione, con spintoni e insulti. Poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa sono pronti a intervenire, ma non è necessario, "Un gruppetto di pcohi", dice il segretario Mirto Bassoli, e il corteo riprende, fino al casello autostradale, dove i lavoratori bloccano il traffico in entrata e in uscita per due ore.Automobili a passo d’uomo in viale Morandi, poi, alle 17.30 alcuni manifestanti invadono la corsia nord della Tangenziale. Solo dopo molto tempo la circolazione comincia a riprendere un ritmo regolare. 

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