Quelle cantine nell’occhio del giornalismo partecipativo


BOLOGNA, 12 GEN. 2010 – Scantinati dati in affitto a persone immigrate, senza cucina e con un bagno in comune con gli altri inquilini. Succede nella prima periferia di Bologna, più precisamente in via Barbieri, quartiere Bolognina. Una situazione di certo non paragonabile ai livelli di disagio vissuti dai braccianti extracomunitari di Rosarno, alloggiati in ex fabbriche abbandonate senza riscaldamento, senza acqua corrente e senza elettricità. Ma che ad ogni modo ci riporta in mente le condizioni in cui vivono i migranti in Italia. Anche al Nord, anche all’interno della legalità. Non vi è nulla di irregolare, infatti, nelle cantine-monolocali della Bolognina. Sono affittate a prezzi di mercato tramite regolare contratto. Prezzi che vanno dai 250 ai 350 euro al mese. I primi ad essere disposti ad abitarci sono i lavoratori stranieri che come prima preoccupazione hanno la necessità di trovare un tetto che risulti casa almeno sulla carta, in modo da avere un indirizzo da scrivere sui documenti per il permesso di soggiorno.La realtà delle cantine di via Barbieri è stata raccontata da una video inchiesta dal titolo “Sotto Terra”. Un pezzo di giornalismo che si può definire “dal basso”, non tanto per il tema trattato, ma perché fa parte di un progetto chiamato Citylab, che consiste in un sito internet che raccoglie servizi basati sul giornalismo partecipativo. Un’idea nata per favorire la cittadinanza attiva, dando voce a chi di solito non viene ascoltato e che per questo si occupa in primo luogo delle periferie, ovvero di quei posti dove l’assenza delle istituzioni è più evidente.“Sotto Terra”, la cui realizzazione si deve al giornalista Lorenzo Maria Falco, mostra che la realizzazione delle cantine di via Barbieri era stata contestata dal Comune, ma un condono edilizio tombale le ha rese abitabili dandola vinta all’immobiliarista che ha deciso di investire in questo tipo di “ristrutturazione”.

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