Quattro calci al razzismo


BOLOGNA, 26 GIU. 2009 – Una baraonda di seimila giovani da tutto il mondo è in arrivo a Casalecchio di Reno, pronta per disputare il campionato meno competitivo che ci sia. Anche quest’anno, da mercoledì 8 a domenica 12 luglio, il Comune alle porte di Bologna ospita i Mondiali Antirazzisti. Una festa multiculturale lunga cinque giorni, fatta di sport, colori e musica. Diciassette campi da calcio, 204 squadre con rappresentanze dai cinque Continenti, dodici Coppe da assegnare. Questi i numeri della tredicesima edizione del torneo, che si aprirà con la consueta stretta di mano tra tutti i partecipanti sul campo centrale, alle ore 15 di giovedì 9 luglio.Ma il calcio è solo un pretesto per manifestare il proprio rifiuto nei confronti di tutte le discriminazioni. Un modo divertente per anteporre il concetto di allegria a quello di sicurezza. Di cosa si ha più bisogno tra queste due cose? Della prima, anche se politici, giornalisti e rondisti volenterosi vogliono farci credere il contrario. Facendo diventare un problema non tanto la povertà e le guerre che regnano in buona parte del pianeta, quanto le persone che scappano da quelle miserie. “Basta con le false emergenze e con un mondo blindato per pochi privilegiati – si legge sul sito dei Mondiali Antirazzisti – il problema sono i razzisti! Bianchi, neri o gialli che siano. Il problema sono i violenti e prepotenti, europei, arabi o americani che siano. Un’Europa che chiude le proprie frontiere esterne suggerisce un’ostilità verso “gli stranieri” che poi produce migliaia di storie piccole e grandi di razzismo quotidiano.”Per dare un calcio a questa situazione, il Centro sportivo Salvator Allende di Casalecchio di Reno, dove si disputano i Mondiali, sarà anche teatro di incontri e dibattiti in cui si dicuterà di migrazioni, di globalizzazione, di G8 ma soprattutto di cultura dell’accoglienza e di convivenza. E ispirate a questi ultimi principi sono le regole con cui si disputano i tanti match. Le squadre che portano un manifesto, possibilmente bilingue, che dimostri il carattere antirazzista e antisessista del team partono già avvantaggiate di tre punti. Attenzione inoltre ai falli cattivi: sono puniti direttamente con un calcio di rigore, a prescindere che le infrazioni avvengano in area o fuori.I Mondiali Antirazzisti sono organizzati dal Progetto Ultrà, dalla UISP Emilia-Romagna e dall’Istoreco, l’istituto per la storia della Resistenza e della socità contemporanea di Reggio Emilia. Sarà proprio Istoreco a inaugurare la prima attività dei Mondiali: una visita guidata nei luoghi più significativi del fascismo, della Resistenza e del neofascismo nella città di Bologna. Un percorso nella storia: da Porta Lame, 1944 luogo di una delle battaglie più importanti in un centro urbano durante la seconda guerra mondiale, alla stazione di Bologna, luogo di uno degli atti terroristici neofascisti più gravi avvenuti durante ilo periodo della “strategia della tensione” in Italia, verificatosi sabato 2 agosto 1980 con 85 morti.

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