Pupi Avati: che rabbia l’indifferenza della mia Bologna


15 FEB. 2009 – Pupi Avati è in America per la retrospettiva dei suoi film nella quarta edizione di Los Angeles – Italia, ma la notizia della violenza sessuale nella sua Bologna "mi provoca sdegno, per il fatto in sé ma anche per l’indifferenza dei passanti" così come ha riferito il testimone dello stupro ieri sera ("Incredibile il fatto che di fronte a un’aggressione a una donna, indipendentemente da chi sia, prevalga l’indifferenza. Questa è la cosa che mi ha colpito di più", ha dichiarato il testimone)."Da tempo la mia città è diventata indifferente, i bolognesi preferiscono non uscire e sembrano quasi rassegnati al degrado. Un tempo questa era la città dell’accoglienza, aperta e solidale, oggi si preferisce accettare in silenzio. Mentre giravamo gli esterni del Papà di Giovanna – dice all’ANSA Avati – io e mio fratello Antonio abbiamo sentito profondo questo cambiamento nei luoghi dove siamo cresciuti e dove ormai di notte anche i vigili urbani non passano più". Pupi Avati non vuole però arrendersi, né all’indifferenza né alla deriva razzista che cova nel profondo degli italiani, entrambe facce della stessa crisi sociale. "Un atteggiamento costruttivo e pacificatorio – aggiunge Avati – deve necessariamente partire dal contesto urbano in cui queste violenze sembrano moltiplicarsi. C’é tutta una parte di popolazione che vive sotto uno standard minimo di sopravvivenza, é facile diventare animali ma non bisogna girarsi dall’altra parte".

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