Provinciali, il centrosinistra emiliano-romagnolo tiene


BOLOGNA, 8 GIU. 2009 – In Emilia-Romagna nessuna provincia era governata dal centro destra. Si partiva dunque da un 8-0 in una regione considerata tradizionalmente ‘rossa’, ma dopo questa tornata elettorale il Pdl strappa Piacenza dove Massimo Trespidi, sostenuto anche dall’ Udc, ha battuto l’uscente Gian Luigi Boiardi con il 52% dei consensi, e manda al ballottaggio tre province: Ferrara e Rimini e Parma. A Ferrara Marcella Zappaterra, candidata del centro sinistra si è fermata ad un soffio dal traguardo (49,77%), a Parma l’uscente Vincenzo Bernazzoli è arrivato al 49,07 contro il 40,03 di Giampaolo Lavagetto (Pdl e Lega Nord) mentre a Rimini Marco Lombardi (appoggiato anche da una lista civica e da La Destra) è arrivato 42,46% contro il 48,31 % messo insieme da Stefano Vitali, candidato del centro sinistra. E qui sembra che il Pdl possa avere qualche chance in più per la consultazione fra 15 giorni.Situazione diversa invece nelle roccaforti del Pd nelle province di Bologna, Modena e Reggio. Nel capoluogo regionale Beatrice Draghetti, al secondo mandato, ha ottenuto il 57,3% ma il suo risultato non è mai stato in dubbio. Niente da fare per il parlamentare del Pdl Enzo Raisi, fermo attorno al 32% e per Gian Luca Galletti, parlamentare dell’Udc che si colloca poco sopra il 5%. Meno brillante ma positivo il risultato di Emilio Sabattini, presidente uscente della provincia di Modena, che si è piazzato stabilmente attorno al 52% finendo al 52,4. A Reggio Emilia, Sonia Masini si è confermata con il 52,47%. Nella provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi, presidente uscente del centro sinistra, ce l’ha fatta di stretta misura: 50,46%. Staccatissimo però il rivale principale Stefano Gagliardi del solo Pdl.Nel complesso dunque una situazione che vede il Pd ancora saldamente in sella nonostante il calo di consensi che c’é stato anche in Emilia-Romagna, ma la vittoria di Piacenza e l’avanzata della Lega che alle europee su base regionale ha sfondato la quota dell’11% testimonia che qualche scricchiolio c’é anche in Emilia-Romagne e fra 15 giorni dovrà battersi fino all’ultimo voto per fare in modo che qualche altra provincia non finisca nel pallottoliere nazionale del Pdl.

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