Province: in ER si scendeda nove a quattro


BOLOGNA, 1 OTT. 2012 – Si passa da nove a quattro, più la Città metropolitana di Bologna. Il Comitato delle Autonomie Locali (Cal), riunito in mattinata al gran completo, ha deciso il futuro delle Province dell’Emilia Romagna approvando un ordine del giorno per il riordino chiesto dalla Spending Review. Oltre a Bologna Metropolitana, dunque, in Emilia nascono la Provincia di Piacenza e Parma e quella di Reggio Emilia e Modena; rimane la Provincia di Ferrara, mentre Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna si uniscono nella Provincia di Romagna. La proposta è stata approvata senza alcun voto contrario, ma con l’astensione del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e non hanno partecipato al voto le presidenti delle Province di Bologna, Beatrice Draghetti, e di Reggio Emilia, Sonia Masini, insieme a due Comuni del Reggiano e al sindaco di Sassuolo, Luca Caselli. Ora la proposta passa alla Regione, che dovrà deliberare il proprio parere in Assemblea legislativa entro il 23 ottobre e inviarlo al Governo entro il 31 ottobre. Poi il Governo dovrà vagliare tutto in Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali (sede dove dovrà decidere anche cosa fare con le Regioni che non hanno completato l’iter) prima di approvare l’intero riordino in Parlamento. Per quanto le intenzioni a Roma siano di chiudere la partita entro l’anno, lì le scadenze diventano meno certe: non solo il Governo non si è fissato i propri tempi, ma manca ancora il Dpcm di riparto ai Comuni delle funzioni non più governate dalla Province, e delle relative risorse, che era atteso entro il 5 settembre.

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