Protesta anti Gelmini, scontri alla stazione di Bologna


BOLOGNA, 30 NOV. 2010 – Dopo l’autostrada mandiamo in tilt la stazione. Così più o meno hanno pensato le migliaia di studenti che da stamattina sono scesi in strada a Bologna contro la riforma dell’università. Ma l’invasione pacifica per creare disagi agli utenti dei treni si scontra con le forze dell’ordine. La tensione sfocia così in tafferugli tra studenti, polizia a carabinieri. Quattro giovani feriti sono stati portati al Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, altri quattro sono stati medicati sul posto. Scene già viste nel corso del primo tentativo, fallito anch’esso, durante la manifestazione del 25 novembre, nel corso della quale vi erano state cariche da parte della polizia. A Parma analoga manifestazione ha interrotto la linea convenzionale (la Tav non è stata sfiorata) della linea Bologna-Milano per un’analoga manifestazione degli studenti.In mattinata era partita in quarta la protesta degli studenti bolognesi. Nel giorno in cui il ddl Gelmini è in votazione alla Camera per un via libera definitivo, un corteo di quattromila persone, tra universitari e ragazzi delle superiori, ricercatori e lavoratori della conoscenza, ha imboccato il tratto cittadino dell’A14 passando dal casello della Fiera. In un primo momento sono state invase entrambe le carreggiate dell’autostrada, poi il serpentone ha proseguito compatto per due chilometri verso l’uscita Bologna Arcoveggio, dove è uscito dirigendosi nuovamente verso il centro. La manifestazione ha incrociato gli automobilisti, fermi, nella direzione opposta. Il traffico, infatti, era stato precedentemente in parte deviato e poi fermato dalle forze dell’ordine. Alcuni camionisti hanno suonato il clacson in appoggio al corteo. Interrotta l’occupazione, la manifestazione sta facendo ritorno verso il centro della città, percorrendo via di CorticellaIl corteo era partito dal centro. Poi ha deviato dai viali di circonvallazione su via Stalingrado e poi su via Aldo Moro transitando davanti agli uffici della Regione. Da lì la manifestazione si è diretta decisamente verso il casello dell’autostrada. Dopo un breve presidio, appena entrati in direzione nord (lungo la cui direzione si è diretto in marcia), in attesa che il corteo si ricompattasse, al grido di "blocchiamo tutto" è scattata l’invasione.LA SOLIDARIETA’ DEL RETTORE DIONIGI"Faccio il rettore di 83.000 studenti, sono i miei studenti. Io difendo da sempre il diritto allo studio". Così il rettore dell’Università di Bologna Ivano Dionigi ha risposto a una domanda riguardo alle proteste in atto in città contro il Ddl Gelmini. Per Dionigi "Il motivo immediato di quanti oggi sono in corteo è la Gelmini, ma dietro l’istanza vera è il rischio di perdere la seconda generazione che troverà un futuro negato e intossicato". Parlando a margine di una conferenza stampa in rettorato, Dionigi ha ricordato che l’articolo 34, quello sul diritto allo studio, "é il più sofferente della Costituzione ed è incompiuto: hanno aumentato i fondi per le borse di studio, ma il diritto allo studio vuol dire altro".

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