Prometeia: rimpiangere il 2016


Rivista al rialzo la previsione sul Pil 2016 (da +0,7% a +0,9%), in ragione di dati coerenti negli ultimi mesi con una ripresa in consolidamento e la revisione retroattiva dei conti nazionali, che ha aggiunto un decimo di punto a trimestre. Leggermente tagliata la stima per il Pil 2017 (da +0,8% a +0,7%): a pesare l’incertezza su consumi e soprattutto investimenti, successiva all’esito referendario. Nei prossimi anni crescita ridotta (+0,8% nel 2018, +0,7% nel 2019%) rispetto alle previsioni di settembre, a causa di un drastico ridimensionamento dell’espansione della domanda interna e una modesta accelerazione dell’export. Ed ancora: deviazione rilevante dagli obiettivi del governo di deficit/Pil 2017 (2,7%), e il debito aumenterà rispetto a fine 2016 (da 132,2% a 133,4% del Pil). Sono le principali previsioni italiane del Rapporto Prometeia di dicembre, presentato oggi. L’incertezza conseguente ai recenti eventi elettorali, sottolinea Prometeia, “rende il 2016 – anno in cui la fragile ripresa si stava comunque consolidando – il punto massimo per la crescita del Pil italiano fino al 2019. Il risultato del referendum apre una nuova fase di instabilità politica che, in un circolo vizioso con le prossime elezioni in Europa, condizionerà la fiducia delle famiglie e i progetti di investimento delle imprese. A livello globale, la probabile politica di bilancio e commerciale targata Trump sosterrà la crescita interna Usa ma non aiuterà il resto del mondo: condizioni monetarie meno espansive e timori di inasprimento protezionistico penalizzeranno gli scambi commerciali, soprattutto per i mercati emergenti”. “Make America great again” di Trump è – rileva Prometeia – una buona notizia per l’economia Usa: revisione al rialzo del Pil 2017 (da +2,1% a +2,4%) e 2018 (da 2,2% a 2,9%). Doccia fredda invece per gli scambi commerciali globali, la cui bassa crescita diventa sempre più strutturale (+1,2% nel 2016, solo +2,3% nel 2017 e +2,7% nel 2017). La Fed manterrà la cautela con un solo rialzo dei tassi da 25 punti base nel 2017, per poi accelerare con la normalizzazione monetaria nel 2018 (+100pb). Il tapering vero e proprio della Bce inizierà a gennaio 2018, ma il tasso di rifinanziamento principale aumenterà (+25pb) solo a inizio 2019.

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