Prometeia boccia la manovra: “Blocca la crescita”


Nel 2018 la crescita dell’Italia si dovrebbe attestare all’1% contro un +1,2% stimato a luglio. E’ quanto ipotizza, Prometeia nel suo Rapporto di Previsione di settembre che rivede, al ribasso, anche la stima per il 2019 fissata a un +0,9% contro l’1,2% segnalato dall’istituto sempre lo scorso luglio. “L’economia italiana – evidenzia lo studio – continuerà a espandersi a tassi di poco inferiori all’1% per il prossimo triennio”. Mettendo in fila i dati relativi al secondo trimestre dell’anno e le informazioni sui mesi estivi osserva Prometeia, quello che si delinea è “un quadro di netto rallentamento dell’attività economica in Italia. Rispetto al +1,6% di fine 2017, tutti gli indicatori congiunturali disponibili, dalla produzione industriale caduta in luglio (-1,8% su giugno) ai climi di fiducia di agosto, prefigurano adesso per il terzo trimestre al più una stabilità del Pil rispetto al secondo, il che implicherebbe un ulteriore rallentamento (+0,8%) in termini annui. Nel volgere di nove mesi il ritmo di crescita si sarebbe quindi dimezzato”. Ad ogni modo, viene puntualizzato, “a parziale consolazione, il timone della crescita sta passando dai consumi delle famiglie agli investimenti” tanto che nel secondo trimestre dell’anno “il ritmo di crescita ha raggiunto il 9% per i macchinari, impianti, mezzi di trasporto e altro e ha superato il 2% per le costruzioni”. Nella cornice complessiva, a giudizio di Prometeia, “le esportazioni rappresentano invece la grande delusione di questa fase congiunturale”, registrando una diminuzione dello 0,2% nel secondo trimestre” con una contrazione, principalmente, per le esportazioni dirette verso le aree extra-Ue. “Portare il disavanzo al 2,4% del Pil per i prossimi tre anni rischia di avere effetto nullo sulla dinamica della crescita”. E’ quanto ipotizza, Prometeia nel suo Rapporto di Previsione di settembre riguardo la finanziaria delineata dall’Esecutivo. “Dalle (poche) informazioni al momento disponibili – osserva l’istituto di ricerca – l’impianto della manovra sembra improntato verso misure di trasferimento e non verso misure che possano sostenere la crescita potenziale: il maggior impatto espansivo delle misure fiscali – conclude Prometeia – potrebbe essere compensato da maggior incertezza e spread più elevati, in un contesto in cui il debito/Pil non diminuisce”.

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