PROGRAMMI VERDI/1 Gli scienziati: “Chiudere le porte al nucleare”


BOLOGNA, 15 MAR. 2010 – Il nucleare? Un’opzione sconveniente da scartare senza pensarci sopra due volte. La pensano così gli scienziati di "Energia per il futuro", il gruppo di studiosi, nato per promuovere una maggiore collaborazione tra scienza e politica, che oggi ha inviato un appello agli aspiranti presidenti della Regione Emilia-Romagna. L’invito è chiudere le porte al nucleare "il cui ritorno è strategicamente sbagliato, ed economicamente meno conveniente e sicuro di solare e altre fonti rinnovabili, su cui dovrebbero invece concentrarsi tutti gli sforzi". La stessa richiesta è stata rivolta agli aspiranti governatori di tutte le regioni in cui si vota e in cui importanti scelte di politica energetica stanno per essere prese. Tra gli scienziati di "Energia per il futuro" ci sono alcuni studiosi del Cnr e delle università di Bologna, Ferrara e Parma, Due le richieste ai candidati: un incontro prima del voto per illustrare le loro ragioni e la sottoscrizione della loro petizione sul futuro energetico del paese, già firmata da oltre 2000 professori e ricercatori e migliaia di cittadini, e che chiunque può sostenere sul sito www.energiaperilfuturo.it."Mentre i costi delle energie rinnovabili scenderanno certamente nei prossimi 10 anni – si legge nella lettera – i costi del nucleare sono per loro natura non ben definiti e destinati ad aumentare, tanto che probabilmente la costruzione delle centrali, se mai inizierà, dovrà essere molto probabilmente sospesa perché fra dieci anni il nucleare non sarà più economicamente conveniente. Per tacere poi della spada di Damocle delle scorie radioattive che per millenni continueranno a minacciare il futuro delle nuove generazioni, e della sua dipendenza da materie prime esauribili, quali l’uranio, che l’Italia sarà comunque costretta ad importare dall’estero".Lotta agli sprechi e aumento dell’efficienza energetica, sviluppo dell’energia solare e delle altre fonti rinnovabili è invece la ricetta suggerita dagli scienziati, capeggiati dal professor Vincenzo Balzani dell’ateneo bolognese, unico italiano a figurare da circa 10 anni nelle classifiche dei cento chimici più influenti della ricerca mondiale. La lettera viene recapitata oggi agli sfidanti Vasco Errani (centrosinistra), Anna Maria Bernini (centrodestra), Gianluca Galletti (Udc) e Giovanni Favia (Movimento 5 stelle) e reca le firme di 24 docenti e ricercatori di 16 atenei e 3 centri di ricerca italiani ed europei. Tra essi, oltre a Balzani, anche Nicola Armaroli e Marco Cervino (Cnr Bologna), Leonardo Setti (Università di Bologna), Franco Scandola (Università di Ferrara), Rocco Ungaro (Università di Parma).

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