Programma sviluppo rurale: 1,2 miliardi in sei anni


“Il Programma”, ha affermato l’assessore, “si pone l’obiettivo di stimolare la competitività del settore agricolo, di garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali, di attuare azioni di contrasto ai cambiamenti del clima e al dissesto idrogeologico, di realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali”. I fondi, nazionali ed europei, previsti nel periodo 2014-2020 per l’Emilia-Romagna, ha ricordato Caselli, “ammontano a circa 1,2 miliardi di euro, a cui si somma il cofinanziamento della Regione di oltre 200 milioni di euro per l’intero settennato, vale a dire 100 milioni in più rispetto al precedente Psr”. Quanto ai tempi e alle modalità di approvazione definitiva del Psr da parte dell’Unione europea, sulle cui osservazioni al documento della Regione diversi consiglieri avevano chiesto conto alla Giunta, l’assessore ne ha ricostruito l’iter. In sintesi, l’Ue ha ravvisato, in alcuni parti del Programma regionale, un “disallineamento rispetto all’Accordo di partenariato nazionale”. Ciò è dovuto al fatto che il Psr è stato inoltrato dalla Regione all’Ue nel luglio 2014, mentre l’Accordo di partenariato con Italia è stato siglato solo nell’ottobre 2014. Dal 19 dicembre 2014, giorno del recepimento delle osservazioni comunitarie, la Regione ha avviato, in stretto rapporto con i tecnici di Bruxelles, un lavoro di revisione delle parti del Psr da modificare che si concluderà il 26 marzo prossimo, quando il Psr sarà inviato all’Ue per la definitiva approvazione, prevista nel mese di maggio. Si tratta, hanno assicurato i tecnici dell’assessorato, di “riallineamenti non sostanziali, che lasciano inalterato l’impianto del Psr e ne confermano le strategie di fondo”. Dato che nella stessa situazione della Regione Emilia-Romagna si trovano tutte le Regioni italiane e la stragrande maggioranza dei Paesi membri, per non perdere i fondi comunitari del 2014 l’Ue ha stabilito di modificare il Quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2014-20120 trasferendo le risorse di quella annualità sul 2015 e 2016. Poiché i tempi di approvazione di tale variazione di bilancio sono lunghi, in ragione della complessità dell’iter burocratico, per avere comunque certezza di impiego di tali risorse ed evitare ritardi che potrebbero causare discontinuità nella programmazione – il Psr è la base giuridica per l’emanazione dei bandi e buona parte delle domande di aiuto devono essere presentate entro il 15 maggio di ogni anno –, la Regione ha concordato con i tecnici Ue, dopo l’invio del Psr modificato, di trasmettere anche una comfort letter (una sorta di lettera di presentazione) alle autorità di gestione atta a rassicurare che il Psr è pronto per l’adozione.

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