Prognosi riservata per Eleonora, viva per miracolo


TERAMO, 8 APR. 2009 – Riposa in uno dei nove posti letto della Rianimazione generale, sedata e intubata per evitare ulteriori sofferenze al suo fisico già provato dalla permanenza sotto le macerie: Eleonora Calesini, la ragazza di 21 anni di Mondaino (Rimini), estratta da sotto tonnellate di detriti della sua abitazione a 42 ore dal sisma, viene definita dai sanitari dell’ospedale Mazzini di Teramo in "condizioni a rischio". I medici tengono sotto controllo la grave sindrome da schiacciamento diagnosticata alla studentessa sin dal suo soccorso. Accanto a Eleonora ci sono il padre lo zio che si sono messi in viaggio dalla Romagna subito dopo la notizia del terremoto. Anche loro hanno aiutato i soccorsi, scavando con le mani insieme ai vigili del fuoco arrivati da Venezia e Bergamo. La studentessa è sopravvissuta al crollo della palazzina di 5 anni grazie a una nicchia che i pilastri in cemento armato hanno formato intorno a lei. E’ stata grande la fatica per tirarla fuori poiché aveva una gamba bloccata. Eleonora, inoltre, ha problemi di udito. Indossa un apparecchio ma di notte lo toglie. Questo ha reso molto più difficile identificare il punto in cui si trovava. La sua amica, Enza, con cui si trovava al momento del terremoto, si trova ancora sotto le macerie."La situazione di Eleonora per il momento è sotto controllo”, spiega Ezio Trizzino, medico del reparto di rianimazione dell’ospedale di Teramo. “Le condizioni potrebbero cambiare col passare del tempo ma ci auguriamo che rimangano stabili”. Nel corso della notte Eleonora ha trascorso lunghe ore in sala operatoria, fino alle 4.30: particolarmente gravi sono le condizioni della gamba destra e del braccio sinistro.Ma adesso è lì, in Rianimazione, accanto ad altri sei pazienti provenienti dal luogo del disastro e come lei soccorsi in condizioni disperate e quasi in extremis. Nel reparto teramano, diretto dal primario Giuseppina Di Donato, si lotta contro l’emergenza con turni raddoppiati da lunedì mattina, sia del personale medico che infermieristico. Con il sostegno della rianimazione cardiochirurgica, che ospita almeno quattro degli undici pazienti provenienti dell’Aquila e bisognosi di una terapia intensiva, nonostante sia un reparto esclusivamente riservato al postchirurgico del cuore. Per tutti gli altri è una lotta contro il tempo: più ore passano, più la criticità delle loro condizioni potrebbe diminuire, come per Eleonora.

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