Progetto “super-tir”, c’è anche azienda modenese


Un progetto innovativo e una sperimentazione mai vista prima: sono trentadue in tutta Italia gli esemplari di semirimorchi di lunghezza superiore alle misure standard omologate circolanti in via sperimentale, e uno di questi è targato Modena. Unitrans, società cooperativa di autotrasporto di Medolla, ha infatti deciso di aderire al programma di sperimentazione denominato “PROGETTO 18”, grazie all’investimento di un proprio associato, Alessio Scione, di un semirimorchio di lunghezza complessiva di diciotto metri (contro i 16,5 metri che ne rappresentano invece la misura standard). L’allungamento del semirimorchio di un metro e mezzo è, peraltro, l’unica variante prevista rispetto ai veicoli standard, perché tutte le altre caratteristiche di base restano invariate.Costruito da Omar SPA Fano con professionalità e materiali di ottima qualità, dovuta da anni di esperienza nel settore e la presenza di personale qualificato, questo rimorchio seguirà un programma di sperimentazione in territorio esclusivamente nazionale per un periodo di tre anni, incrementabili di ulteriori due. L’obiettivo del Progetto è raccogliere dati per documentare e verificare sul campo i vantaggi dell’utilizzo di combinazioni superiori a quelli standard, attraverso una ricostruzione delle missioni lavorative quotidiane fatte in parallelo con i veicoli dalle diverse dimensioni.

 

“La sperimentazione del PROGETTO 18 – afferma Franco Casadei, Presidente di FITA CNA Modena e di Unitrans – rappresenta un importante passo in avanti verso l’evoluzione di questo mondo, basta pensare a come potrebbe aumentare l’efficienza del trasporto stesso, con la riduzione del costo medio di trasporto per unità di merce trasportata”. Nel dettaglio, il Ministero dei Trasporti, assieme alle aziende coinvolte nella sperimentazione, analizzerà la possibile convenienza economica, i consumi, l’effettiva compatibilità degli autoarticolati di 18 metri con le infrastrutture stradali e la manovrabilità dello stesso. Non di minore importanza, sarà preso in esame anche l’impatto del mezzo sulla sicurezza stradale, tarata al momento sui mezzi standard. “Va dato grande merito al collega Scione – continua Franco Casadei – che in un momento di crisi come questo non si è lasciato scoraggiare dalle difficoltà quotidiane che minacciano il lavoro. Con coraggio, ha deciso di investire le sue forze in un progetto sperimentale a lungo raggio, impegnandosi in un piano di lavoro innovativo, sostenuto dalla speranza di migliorare e incrementare il lavoro futuro”.

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