Profughi, sciopero e prove di unità:Camusso a tutto campo


PIACENZA, 1 APR. 2011 – "Come tutte le emergenze, quando sono lungamente annunciate, diventa un po’ complicato considerarle tali". La segretaria della Cgil Susanna Camusso sgombra subito il campo da incomprensioni circa il suo parere sugli ultimi fatti di attualità legati all’immigrazione. "Forse invece che urlare per tanti giorni – ha detto oggi a Piacenza, prima dell’inizio delle celebrazioni per il 120° compleanno della locale Camera del Lavoro – si sarebbe dovuto attrezzare significativamente un percorso di accoglienza e anche una discussione con l’Unione Europea non fatta di contrapposizioni come quella che abbiamo visto. Poi c’é un modo di affrontare questa emergenza che noi non condividiamo, nel senso che da un lato viene usata per costruire insicurezza e paura nella popolazioni e non va bene, dall’altro si continua a insistere sull’idea di clandestinità per creare panico mentre invece si sa benissimo che quando Paesi sono attraversati da vicende così importanti come quelle che ci sono state nel Sud del Mediterraneo i fenomeni migratori sono una conseguenza diretta".La numero uno del sindacato di corso Italia ha risposto poi a una domanda sullo sciopero generale indetto per il 6 maggio "Di giorno in giorno se ne capiscono sempre di più le motivazioni. Questo è un Paese davvero sull’orlo del disastro economico in cui cresce la diseguaglianza, in cui l’inflazione senza la crescita rappresenta un nuovo pericolo, in cui di fronte ai problemi dell’energia si preferisce mettere il piano nel cassetto invece di pensarne un altro, cioé nulla si fa per il Paese". "Insistiamo nel dire – ha proguito la Camusso – che il nostro sciopero è un gesto di responsabilità per richiamare politica e classe dirigente sul fatto che il Paese ha bisogno di scelte e la prima scelta è il lavoro". E a proposito dei dissapori con Cisl e Uil, Camusso ha risposto che "la Cgil le sue scelte le fa democraticamente, non c’é una Cgil maggioritaria ed una minoritaria. A Cisl e Uil vorrei dire che in una stagione così difficile bisognerebbe stare con i lavoratori e non rassegnarsi alle scelte del Governo".Dichiarazioni a parte, però, proprio oggi il Fatto quotidiano rivela in un articolo a firma Salvatore Cannavò i particolari di quella che viene definita "La nuova linea della Camusso". Nel doumento "Per un nuovo modello contrattuale", al momento ancora riservato, sembra infatti che la segreteria confederale Cgil abbia deciso di rivolgersi a Cisl, Uil e Confindustria per riprendere un dialogo interrotto ormai da tempo. L’invito è "a mettere da un canto le incomprensioni e le divisioni del passato e condividere un nuovo modello contrattuale unico e generale". La Camusso punta ad un modello più snello, con "forme di tutela generale e meno prescrittiva" e soprattutto proprone di "scongiurare la pratica degli accordi separati" che tanto ha influito sulla rottura con le altre sigle sindacali. Una posizione, insomma, di forte apertura e di dialogo, che potrebbe contribuire a scrivere una nuova pagina in materia di regolamentazione del lavoro, ma anche far nascere malumori all’interno della Cgil, soprattutto in casa Fiom.

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