Profughi nordafrica, inizia seconda fase di accoglienza


3 GIU. 2011 – Nelle traversate dal nordafrica all’Italia si continua a morire. I centocinquanta corpi avvistati al largo della Tunisia sono solo l’ultimo drammatico bilancio di una tratta interrotta da un’avaria al motore di uno delle decine di barconi che partono ogni giorno. Mentre la portavoce italiana dell’Acnur, Laura Boldrini, chiede maggiori monitoraggi e più sforzi per le azioni di soccorso, gli enti locali si preparano a far partire la seconda fase del piano d’accoglienza profughi. In Emilia-Romagna a fare il punto della situazione ci ha pensato l’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo: "L’Emilia-Romagna – ha spiegato – accoglierà nuovi profughi la prossima settimana, nell’ambito dell’accordo nazionale cui hanno aderito tutte le Regioni per la gestione dell’emergenza libica. A completamento della prima fase dell’accoglienza, martedì riceveremo una cinquantina di persone e, sempre in settimana, avrà avvio la seconda fase del piano con nuovi arrivi, suddivisi in scaglioni di 50-100 profughi provenienti dai centri di prima accoglienza di Lampedusa, Manduria e Pozzallo".Il capo Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, in una riunione a Roma con i soggetti attuatori delle Regioni, ha fatto il bilancio della prima fase del piano nazionale di accoglienza dei profughi. Ad oggi in Emilia-Romagna sono stati accolti 783 migranti provenienti dal Nord Africa, ha spiegato il direttore Protezione civile regionale Demetrio Egidi. Con i nuovi arrivi di martedì gli assistiti raggiungeranno quota 838, cioè quella assegnata dalla Protezione civile nazionale all’Emilia-Romagna nell’ambito della prima fase del piano di accoglienza che prevede 10.000 profughi in ambito nazionale."La seconda fase – ha detto Egidi – prevede l’assistenza ad ulteriori 838 persone". I profughi saranno accolti dalla Protezione civile regionale e assegnati alle Province in base ai criteri di proporzionalità per popolazione residente, secondo quanto stabilito dalla cabina di regia regionale. Fino ad oggi, spiega la Regione, l’Agenzia regionale ha stipulato oltre 110 contratti con le strutture preposte alla gestione dell’accoglienza. "Le procedure organizzative, unanimamente condivise dalla cabina di regia regionale sulla base del principio dell’assistenza diffusa – ha sottolineato Gazzolo – hanno consentito finora la puntuale applicazione del piano nazionale di accoglienza grazie all’efficace coordinamento tra Regione, Province, Comuni, Questure e Prefetture, con il supporto del volontariato di protezione civile e della comunità religiosa e civile. Per dare risposte anche alla seconda fase sarà ora necessario allargare la platea dei Comuni e delle realtà regionali coinvolte, continuando a dare seguito ad una organizzazione paritaria che sin dalle sue premesse ha funzionato".In particolare Egidi spiega che sarà necessario "in primo luogo individuare indicativamente ulteriori 70 Comuni (almeno 8-9 per provincia) in cui reperire uno o due appartamenti da dedicare all’accoglienza dei nuovi profughi; in secondo luogo creare almeno tre centri logistici di assistenza provinciali di circa 80-100 posti da utilizzare come supporto per l’organizzazione dell’accoglienza diffusa.Occorre, infine, procedere con urgenza a reperire da parte delle amministrazioni provinciali strutture pubbliche, private, di proprietà della Curia ed eventualmente strutture militari dismesse. La verifica dell’utilizzo delle strutture individuate e dei relativi costi di allestimento – conclude il direttore – sarà in capo alla Protezione civile regionale".

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