Prof denuncia cinque ragazzini: la prendevano in giro su Facebook


PIACENZA, 21 AGO 2009 – Parlavano male della loro professoressa delle medie, dicevano che i suoi metodi d’insegnamento erano "assolutamente diabolici e malvagi", l’apostrofavano con epiteti poco gentili e offese di natura sessuale. Niente di nuovo, in fondo. I ragazzini prendono sempre in giro i propri professori, e, quanto al linguaggio, sono soliti non badare alla moderazione dei toni.Purtroppo per questi cinque o sei ragazzi piacentini, però, una pratica così comune e, diciamolo pure, così innocua può mettere nei guai quando il mezzo utilizzato è internet. Non soddisfatti di parlarne con i loro amici, e forse curiosi di vedere quanti altri ragazzi la pensavano come loro, hanno trasportato i loro epiteti su Facebook, creando un gruppo dal nome "quelli che hanno avuto come prof", seguito dal nome dell’odiata.Non si sono resi conto che, così facendo, hanno reso il gioco pubblico e quindi penalmente rilevante. Difatti, appena scoperto casualmente il gruppo e lette le ingiurie, la professoressa è corsa dalla Polizia a denunciarli. Della pratica si è occupata la Polizia Postale, che ha subito fatto chiudere il gruppo e che è risalita, tramite i server americani di Facebook, agli indirizzi IP dei computer dei ragazzi e, da questi, ai loro nomi. Uno di loro, 13enne, non era perseguibile, mentre gli altri, tutti piacentini di età compresa tra i 14 e i 15 anni, sono stati effettivamente denunciati per diffamazione. Di loro si occuperà la Procura dei minori di Bologna.Ancora in preda all’ira, la professoressa ha comunicato che ricorrerà anche in sede civile. Può farlo, ci mancherebbe, magari per chiedere un risarcimento ai danni morali subiti dal manipolo di scellerati che non trovandola simpatica le hanno dato, supponiamo, della poco di buono. Ma per una storia tanto sciocca avremmo preferito un finale diverso. Per esempio, che la prof si iscrivesse al gruppo sotto falsa identità per tessere le proprie lodi, o che fondasse un nuovo gruppo in suo proprio sostegno, o, meglio ancora, che ne fondasse uno per sfottere a sua volta "quegli asini del 3°C 2008-2009". Purtroppo, però, il senso dell’umorismo non è per tutti.

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