Processo Onofri, la difesa della Conserva prende tempo


BOLOGNA, 18 SET 2009 – Battuta d’arresto per il processo sul rapimento e l’uccisione del piccolo Tommaso Onofri. Gli avvocati di Antonella Conserva, imputata assieme all’ex compagno Mario Alessi nel processo d’appello a Bologna, hanno lasciato la difesa. L’hanno fatto, hanno spiegato, perché non è stato loro concesso di avere e studiare la trascrizione dell’udienza di ieri.Una udienza in cui Alessi ha accusato Conserva di aver partecipato al sequestro, di fatto sconfessando quanto aveva detto in primo grado, dove aveva sempre cercato di tenere la donna lontana dalle accuse. Anche ieri la difesa aveva chiesto di avere le trascrizioni per poterle studiare, ma la Corte d’Assise d’Appello non l’aveva ritenuto necessario. "Rinunciamo alla difesa – ha detto Eduardo Rotondi – perché non siamo in grado di difendere al meglio Antonella Conserva fino a che non ci sarà consentito di leggere le trascrizioni. Siamo davanti ad una doppia chiamata di correità, che ha modificato tutto il quadro. In fondo si tratta di 30 anni (cui è stata condannata la donna in proimo grado, ndr) e 10 giorni si potevano concedere. E’ una decisione sofferta, ma che viene da chi fa questo mestiere con passione". "Abbiamo lavorato per un anno per rovesciare il vecchio impianto, ora ci troviamo davanti ad uno completamente nuovo, che non possiamo nemmeno leggere", ha aggiunto il criminologo Carmelo Lavorino, parte del collegio difensivo uscente. Gli avvocati, prima di annunciare il ritiro, avevano anche protestato con la corte perché, a loro dire, ieri la madre di Tommy, Paola Pellinghelli (anche oggi in aula come gli imputati) era stata sentita proferire ingiurie contro Conserva. La corte, presidente Aldo Ranieri, ha nominato un avvocato di ufficio, Roberta Marconi, che ha chiesto i termini a difesa. L’udienza è stata aggiornata al 28 ottobre per la discussione, entro il 5 saranno depositate le trascrizioni.Il procuratore generale di Bologna Alberto Candi, ravvisando nell’operato del collegio difensivo uscente di Antonella Conserva un "comportamento di palese ostruzionismo", ha chiesto la sospensione dei termini massimi della custodia cautelare per l’imputata. Secondo il pg infatti il collegio difensivo ha rimesso il suo mandato "solo per procastinare i tempi di questo processo". Una richiesta, la sua, motivata ai sensi dell’articolo 304 del codice di procedura penale (‘sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelaré), cui si è opposto il nuovo difensore di Conserva, avv. Roberta Marconi, secondo cui i colleghi hanno lasciato la difesa "non per volontà di procastinare il processo" ma per "motivi tecnici". Un’opposizione cui si è associata anche Laura Ferraboschi, legale di Mario Alessi, l’altro imputato del processo in Corte d’assise d’appello per il rapimento e la morte di Tommaso Onofri (il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo, Parma) condannato all’ ergastolo in primo grado. "Anche noi avevamo chiesto di poter avere la trascrizione dell’udienza di ieri" ha detto Ferraboschi, secondo cui "questa è una situazione che si è creata per scrupolo della difesa, non per volontà di abbandono".Duri invece gli avvocati che tutelano gli interessi della famiglia Onofri-Pellinghelli. "La pensiamo come il pg – ha detto Giorgia Donata Cappelluto, accanto all’altro legale, avv. Stefano Catellani – la nostra impressione è quella di una evidente manovra ostruzionistica volta ad ottenere la decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare". Tempi che, hanno ricordato, sono di quattro anni dall’arresto, il 1 aprile 2006. La Corte d’assise d’appello di Bologna (presidente Aldo Ranieri) si è riservata sulla decisione in merito alla sospensione ha fissato per le 14 del 28 ottobre la ripresa della discussione.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet