Processo Onofri, il pg: “Confermate la pena ad Alessi e alla Conserva”


BOLOGNA, 29 OTT. 2009 – Tutto come prima: ergastolo per Mario Alessi e 30 anni per Antonella Conserva. Il procuratore generale Alberto Candi ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado al processo in Corte d’ assise d’appello a Bologna che vede imputati il muratore siciliano e l’ex compagna per il sequestro e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri. Chiesta solo la parziale revisione con riduzione a dieci mesi di isolamento diurno per Alessi dai due anni dati in primo grado per un errore di calcolo.Per Candi, Alessi mente quando dice che a uccidere materialmente il bimbo sia stato il complice Salvatore Raimondi, condannato in secondo grado a vent’anni. E’ invece "ragionevole pensare che abbiano entrambi ammazzato il bambino". Che, presi dal panico per aver visto in distanza le luci di una volante, i due "abbiano insieme infierito sul piccolo". Ma per il pg, bastano le stesse parole di Alessi per giudicarlo colpevole anche dell’uccisione del bambino: "quando dice che Raimondi ha detto ‘adesso bisogna sistemare tutto’ e gli lascia prendere il bambino. Sistemare in quel contesto vuol dire sbarazzarsi. Quando Alessi dice che gli dà il bambino, sa quello che sta per succedere. Questa è piena partecipazione al reato, perché lo agevola". Nessuna attenuante per aver portato poi dopo la confessione di Raimondi la polizia sul luogo del delitto, facendo ritrovare il corpo del bimbo. E’ solo, per il pg, dopo la confessione del complice che l’ha incastrato, "l’ estremo tentativo di ribaltare su un altro la responsabilità dell’omicidio". Durissimo poi Candi nei confronti di Antonella Conserva, accusata nel processo di secondo grado dall’ex di aver partecipato al sequestro. La nuova chiamata in correità, per Candi, nasce probabilmente da frizioni tra i due per il futuro affidamento del figlio, ma non è una falsità. Per il pg ci sono prove tangibili della partecipazione attiva di Conserva al sequestro, nonostante si professi innocente. Innanzitutto c’é il fatto che Conserva si sia offerta con la mamma di Tommy, Paola Pellinghelli, di fare da baby sitter al piccolo. "Raimondi disse che servivano informazioni sulla famiglia Onofri per organizzare il sequestro. E che bisognava che qualcuno si introducesse in quella casa. La Conserva si offrì. Il riscontro alla sua partecipazione ci viene da una testimone, la mamma di Tommy, la cui attendibilità non è in dubbio". Ma, per il pg, a incastrare la donna è la telefonata delle 20.17 di quel 2 marzo 2006 per chiamarla ad andare a prendere il marito in via del Traglione, dove era appena stato commesso il delitto. "Pensate davvero – ha detto il pg alla Corte – che per allontanari dal luogo di un sequestro e di un delitto uno possa chiamare qualcuno che non sa cosa sta succedendo?". Non solo. La Conserva sapeva, perché se davvero avesse creduto che il marito usciva quella sera per andare al bar per un colloquio di lavoro, non ci sarebbe stato bisogno di andare a prenderlo in auto: "se Conserva non sapeva, mi spiegate perché non dice ad Alessi di andare da solo in auto al bar di Casaltone?". Per il pg, "Conserva è una madre che ha sequestrato il figlio di un’ altra madre".Gli avvocati di parte civile che tutelano gli interessi dei familiari di Tommaso Onofri si sono associati alla richiesta del pg Alberto Candi di conferma della sentenza di primo grado che ha condannato Mario Alessi e Antonella Conserva rispettivamente all’ergastolo e a trent’anni. L’avvocato Stefano Catellani, in aula in Corte d’assise d’appello a Bologna per gli zii e i nonni materni di Tommy, ha sottolineato che anche per le parte civili, come per il pg Candi, non vanno concesse a Conserva le attenuanti generiche, chieste dalla difesa della donna in subordine all’assoluzione. Identico il ragionamento di Donata Giorgia Cappelluto, legale dei genitori e del fratello di Tommy, seduta in aula accanto alla mamma Paola Pellinghelli. "Dal 2 marzo 2006 – ha detto – Conserva ha sempre negato l’evidenza e ci sono volute 33 udienze perché confessasse di aver ricevuto la telefonata delle 20.17".

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