Processo Burani, in 139 si costituiscono parte civile


MILANO, 13 DIC. 2010 – Sono ben 139 gli azionisti che stamttina hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo milanese che vede protagonisti Walter e Giovanni Burani. Sotto esame è il crac della società del gruppo di moda di Cavriago che prende il loro nome e tra le richieste figurano anche quelle del fondo Michelangelo e dei curatori fallimentari di Burani Designer Holding (Bdh), la holding del gruppo fallita nei mesi scorsi, rappresentati dall’avvocato Umberto Ambrosoli. I giudici della terza sezione penale decideranno sulle richieste nella prossima udienza, fissata per il 17 gennaio. Nel processo i due imprenditori, padre e figlio, rispondono della bancarotta di Bdh, di Mariella Burani Family Holding (Mbfh) e Mariella Burani Fashion Group (Mbfg). Rimane, invece, aperto il fascicolo in cui padre e figlio, insieme ad altre quattro persone tra cui Ettore Burani e altri ex manager del gruppo, sono indagati per aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza ed, eccetto Walter e Giovanni Burani, anche per concorso in bancarotta. Le indagini milanesi, coordinate dai pm Luigi Orsi e Mauro Clerici, lo scorso 28 luglio avevano portato in carcere Giovanni Burani, il quale da qualche giorno si trova agli arresti domiciliari, come il padre. Nelle indagini ancora aperte risultano indagati per concorso in bancarotta anche Valerio D’Urbano, ex direttore generale di Centrobanca, e Mario Boselli, presidente della banca corporate del gruppo Ubi e della Camera nazionale della moda.

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