Processo Bonsu. “Bloccato a terra e preso a calci”


PARMA, 29 MAR. 2011 – Cos’avessero da accanirsi così tanto quelle persone con un giovane mingherlino di colore non era per niente chiaro. La scena del pestaggio subito da Emmanuel Bonsu ad opera di una pattuglia di vigili urbani ha suscitato preoccupazione e paura tra chi era presente al parco Falcone e Borsellino la sera del 29 settembre. Lo confermano, oltre le testimonianze di una prima teste, anche i racconti di altre testimoni."Ho visto che il ragazzo era stato bloccato a terra da tre uomini e una donna", ha raccontato in aula Carla Antonelli, "il ragazzo veniva tenuto fermo alle gambe e alle spalle e, in seguito, uno degli agenti ha cominciato a prenderlo a calci su di un fianco". Carla Antonelli ha notato che dopo essere stato ammanettato, Emmanuel Bonsu è stato condotto in direzione di un mezzo della polizia municipale e che durante il tragitto uno degli agenti ha continuato "a colpire ad un fianco il giovane".La teste ha anche riconosciuto l’agente della polizia municipale di Parma che avrebbe percosso Bonsu: si tratta di Ferdinando Villani. Il testimone oculare ha fatto il riconoscimento servendosi delle foto segnaletiche scattate all’indomani dell’apertura dell’inchiesta dai carabinieri.Nel corso del processo ha testimoniato anche un’altra donna, Carla Bonati, che si trovava al parco Falcone e Borsellino assieme ad un’amica. Ha spiegato di aver visto "un’ammucchiata di persone" tutte addosso al ragazzo. Ma non ha saputo dire quante fossero quelle persone, se tre oppure quattro. La donna non ha udito nessuno dei pubblici ufficiali intervenuti nel corso dell’arresto dichiarare di appartenere alle forze di polizia, né ha notato che qualcuno mostrasse un distintivo o altro segno di riconoscimento.

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