Processo al Lambrusco


RIO SALICETO (RE), 3 MAG. 2011 – E’ un prodotto che non manca mai sulle tavole emiliano-romagnole e uno dei più apprezzati biglietti da visita della nostra regione in giro per il mondo. Tutta questa fama però non impedirà al Lambrusco di finire venerdì prossimo sul banco degli imputati di un particolarissimo processo, quello messo su dall’agronomo Anselmo Montermini, che il 6 maggio alle ore 20.45 – presso il teatro comunale di Rio Saliceto, in via Giuseppe Garibaldi 28 – vestirà i panni del pubblico ministero. Le sue accuse, assicura, saranno comunque costruttive e punteranno a fare di questo vino un prodotto vincente sia qualitativamente che commercialmente, analizzandone punti di forza, criticità e prospettive future.La singolare iniziativa, organizzata dal Consorzio per la tutela dei vini “Reggiano” e “Colli di Scandiano e Canossa”, si avvale del patrocinio del Comune di Rio Saliceto e della collaborazione di Dinamica. Dopo il saluto di Giovanni Bigi, assessore al bilancio, tributi, commercio e attività produttive di Rio Saliceto, e del presidente del Consorzio per la tutela dei vini reggiani, si apriranno i lavori del “processo”. A fare da giudice il giornalista vitivinicolo Matteo Marenghi, Anselmo Montermini, consumatore e agronomo, rappresenterà l’accusa, mentre Corrado Casoli, delle Cantine Riunite & Civ, formulerà la difesa. “Il Lambrusco: il vino più venduto a livello mondiale non riesce ad assicurare un reddito stabile ai produttori. Il ‘Processo al Lambrusco’ vuole essere fonte di dibattito positivo per poter trovare una soluzione a questo problema: è necessario agire al fine di assicurare il reddito, altrimenti se l’azienda chiuderà anche il settore si troverà costretto a farlo”. Si legge in un anticipo dell’arringa di Anselmo Montermini. “I viticultori – prosegue – devono prendere coscienza di produrre uva di qualità per produrre un vino di qualità. È importante avere la consapevolezza di possedere un prodotto di grande qualità, riconosciuta da tutti e, se possibile, migliorarla ancora”.Montermini lancia una provocazione: “È doveroso avere il coraggio di attuare una rivoluzione di idee e di mettere in pratica un progetto condiviso per il vino Lambrusco: gli attori impiegati nella filiera di produzione si spoglino dei propri interessi per far diventare il Lambrusco il prodotto che merita di essere. Questa tappa è solo un punto di partenza: il mondo del Lambrusco deve discutere, partendo dai dati, per poter trovare una soluzione al problema del reddito”.Spetterà a Roberta Rivi, assessore provinciale all’agricoltura, sviluppo rurale, tutela ai consumatori di Reggio Emilia, formulare le osservazioni conclusive al termine dell’incontro. Il convegno sarà seguito da una degustazione di prodotti offerti da Circolo Arci Centro Sociale e Pasticceria Amalfi di Rio Saliceto. L’incontro si avvale inoltre della collaborazione di: Confagricoltura (RE), Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), Coldiretti (RE), Consorzio Fitosanitario provinciale (RE), Copagri, Confcooperative (RE), Legacoop (RE), Annovi e Gasparini, Enotria.

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