Processo al Bologna


BOLOGNA, 14 APR. 2009 – Si era detto che non esistevano più alibi di sorta per il Bologna calcio a proposito delle sue maldestre esibizioni. Solo da sé poteva e quindi doveva cavarsi d’impaccio, senza maledire chissà chi e chissà cosa. Ma alla prima verifica, senza alcun alibi, ha incassato 4 pappine dal Siena offrendo al suo pubblico la più brutta partita della stagione, 90’ senza capo né coda, spento atleticamente, con idee tattiche inesistenti e con mezzi tecnici da categoria largamente inferiore. Letteralmente un naufragio, grazie al quale è piombato nel gruppo delle tre che possono retrocedere, scatenando una tempesta societaria dopo le prime ore che sembravano di bonaccia. Tanto è vero che la sera di Pasquetta pochissimi a Bologna scommettono sulla conferma di Mihajlovic in quanto si dà per scontata la sua partenza mentre la società ha rimandato comunicati ufficiali. Ma si possono riepilogare le situazioni in atto dopo l’ultima grave sconfitta schematizzando attivo e passivo delle varie strutture coinvolte ,in un contesto che sfiora perfino la campagna elettorale amministrativa.LA SOCIETA’ Non pare il caso di sparare sul pianista, ma se non ha la maggior parte di colpe poco ci manca. Ricordiamo pure la novità dei ruoli ricoperti e altre cose attinenti. Non si può comunque sottacere che ha affrontato il campionato senza affidarsi ad un dirigente di calcio dal profilo consolidato e dall’esperienza inappuntabile. Una lacuna gravissima che ora genera tutti i suoi negativissimi effetti,perché la conduzione dirigenziale è apparsa tentennante e poco decisa nei momenti determinanti della stagione nei mesi successivi al cambio di allenatore. La stessa convivenza col ds Salvatori e la conseguente conduzione della campagna-mercato di gennaio si stanno dimostrando quasi disastrose, anche alla luce della composizione della rosa giocatori scaturita durante l’estate scorsa. Vogliamo ricordare che tra Bernacci ed Osvaldo sono stati spesi una quindicina di milioni di euro e quei due non hanno dato finora nulla al Bologna ? Voto 5I GIOCATORI Ci si potrebbe limitare a constatare come siano oltremodo modesti,con punte di assoluta mediocrità. O molto “tristi” come si usa dire qui. Infatti parlano i risultati che stanno ottenendo. Ma questo non è il peggior addebito per loro. Piuttosto è determinante ,nel giudizio,il fatto che non uno dei 28 in rosa ha quel tanto di personalità che lo rende annoverabile tra validi professionisti di serie A. Marco Di Vaio a parte, naturalmente. Di Vaio non ha nulla a che fare con il grigiore estremo dei suoi compagni,a livello di storia personale e di spessore attuale sia calcistico che umano. Qui ci sono atleti che hanno fatto solo bla bla, incapaci di spiegarsi cosa accade dall’inizio del campionato,abbonati alla chiacchiera banale, che perfino, si sussurra, remerebbero contro gli allenatori, che in campo sono spesso e volentieri impresentabili, che fanno diventare ridicolo il Bologna, sbertucciato da ogni parte, che in 31 partite hanno fatto 26 punti e che ora si azzardano a dire che la salvezza può ancora arrivare. Personalmente trovo che 4 o 5 a malapena di costoro possono continuare a giocare da queste parti. Voto 4, togliendo dal mazzo Di VaioL’ALLENATORE Sinisa Mihajlovic sembra a fine corsa sulla panca rossoblu. Ha colpe nella situazione della squadra come ha pure qualche merito. Infatti alla fine del girone di andata la squadra era salva e si prospettava un prosieguo positivo. Allora il tecnico ha cercato di alzare il tiro mettendo troppo le mani sulla squadra che aveva riguadagnato punti e credito. Ha manipolato la materia disponibile sino a dare l’impressione di avere qualche idea confusa. Una, soprattutto per me la responsabilità da attribuirgli. Non avere in realtà rafforzato minimamente la formazione al mercato di gennaio, con un abbaglio non da poco circa la capacità dei suoi di cavarsela così come erano. Purtroppo una grave miopia, perché senza linfa nuova e di qualità il Bologna era quanto meno destinato a penare enormemente sino all’ultimo. Voto 5CAZZOLA E IL BOLOGNACome è noto, Alfredo Cazzola, ex presidente del Bologna, si presenta come candidato sindaco appoggiato dalla Lega e dal Pdl. Sabato scorso era allo stadio e, dopo il poker di reti subito dal Bologna, da molte parti è stato indicato come il maggiore indiziato nel cercare colpevoli per questo disastrato Bologna. Gli si imputa, oltre lo sbandamento per la trattativa con l’equivoco Mr. Tacopina, anche una conduzione poco illuminata della campagna estiva condotta in sostanza con dei colpi che si stanno dimostrando inadeguati e spesso quasi dei bidoni. Cazzola ha replicato dicendo che lui era fuori da agosto 2008, ma non si è mancato di ricordagli che faceva il presidente anche in occasione della vittoria contro il Milan a San Siro. C’è da credere che l’argomento polemico non è del tutto archiviato.

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