Primo maggio, “ricostruire le case e il lavoro”


L’AQUILA, 1 MAG. 2009 – "Le differenze" con Cisl e Uil "restano, e anche molto forti, ma di fronte a una tragedia come questa e anche di fronte alla crisi industriale, laddove possibile le cose si fanno unitariamente". Lo ha affermato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, oggi all’Aquila per celebrare il Primo maggio con i leader di Cisl e Uil.La manifestazione di quest’anno, per volontà degli stessi organizzatori, e’ stata diversa dalle altre: improntata alla sobrietà, senza bandiere e senza slogan, è stata limitata anche dal punto di vista numerico per evitare ulteriori disagi alla popolazione e alle persone impegnate negli interventi di sostegno. Ma i sindacati sono stati fermi nel chiedere, con forza e all’unisono, il rispetto delle regole per la ricostruzione."La nostra è stata na scelta dovuta di attenzione e di vicinanza" ai lavoratori e alla popolazione colpita dal terremoto". Così Epifani ha motivato la decisione di festeggiare il primo maggio all’Aquila, rinunciando alla iniziale scelta della città di Siracusa. Epifani ha sottolineato il "messaggio di futuro, speranza e impegno portato da tutto il mondo del lavoro" perché "questa tragedia possa essere una opportunità per far rinascere L’Aquila. Bisogna fare ogni sforzo – ha aggiunto il leader della Cgil – per la ricostruzione e per lasciare un nsediamento produttivo stabile anche a ricostruzione avvenuta".E dalla piazza della scuola della Guardia di finanza a Coppito, la stessa in cui venti giorni fa si sono celebrati i funerali solenni delle vittime del terremoto, il segretario ha lanciato un’accusa: "Se si fosse costruito in sicurezza, senza rubare e senza speculare sul cemento armato – ha detto – noi oggi non piangeremmo tutti questi morti"."La cosa più importante da fare, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, ma non nei prossimi anni è una ricostruzione fatta sul serio, velocemente ed efficacemente". Questo è "l’impegno che siamo venuti qui a sostenere", ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Una ricostruzione "non soltanto di abitazioni. Occorre ricostruire anche i posti di lavoro, l’università, l’ospedale gli uffici e le aziende", ha aggiunto il leader della Uil. "Questa è la sfida più importante", e "questo è necessario e possibile"."Dobbiamo dare una mano, sostenere la ricostruzione e soprattutto la ricostruzione di posti di lavoro, perché non basta avere una casa, bisogna avere anche un lavoro" e, per questo, "serve un impegno comune", ha affermato Angeletti, che nel capoluogo abruzzese ha incontrato una delegazione di lavoratori della Reis Romoli, una realtà che si occupa di formazione nel settore della comunicazione. Si tratta, ha sottolineato, di 70 lavoratori che a L’Aquila rischiano di perdere il posto di lavoro "un’altra tragedia che si aggiunge a quella del terremoto", di fronte alla quale "c’é stata la volontà del sindacato di portare il proprio segno di attenzione"."La ricostruzione" dell’Aquila e degli altri territori colpiti dal sisma del 6 aprile "la si può avere ordinata se l’economia e il lavoro diventano il veicolo principale", ha sostenuto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parlando dal palco. Bonanni ha quindi sottolineato la necessità di mettere in piedi "una cintura sanitari a affinché le imprese avventuriere non si inseriscano nel processo di ricostruzione. Nessuno – ha proseguito – deve varcare questa soglia, con l’intenzione di sfruttare e speculare sulla necessità di rimettere in moto il territorio abruzzese".

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