Primo maggio di shopping a Bologna


BOLOGNA, 29 APR. 2010 – Sabato a Bologna per la festa dei lavoratori non ci sarà nessun corteo e nessun comizio. Ci saranno però molti negozi del centro aperti. A consentire le attività commerciali nei giorni di festa sotto le due torri è un’ordinanza della giunta Cofferati firmata nel 2009 e ancora valida. Le sigle sindacali, la Cgil per prima, ricordano però che esiste una legge regionale del 2007 che obbliga i comuni a osservare l’obbligo di chiusura, salvo che sindacati e commercianti di comune accordo non decidano diversamente. Cosa che non è avvenuta all’epoca dell’ordinanza del sindaco che ha preceduto Delbono, la quale non ha coinvolto Cgil, Cisl e Uil.Nel suo primo primo maggio senza sindaco, Bologna è dunque destinata a registrare una giornata di sciopero da parte dei lavoratori del commercio al dettaglio. A minacciare uno sciopero in una lettera inviata al sub commissario Formiglio, è la segretaria della Filcams-Cgil Ramona Campari. Sicuri di non presentarsi al lavoro sono invece i lavoratori aderenti alle Rappresentanze sindacali di base. Il sindacato Rdb ha infatti proclamato lo sciopero del commercio sottolineando che "il primo maggio è la giornata di festa e di lotta dei lavoratori di tutti i paesi, anche le lavoratrici e lavoratori del commercio hanno questo diritto".Non completamente soddisfatta della possibilità di aprire i negozi sabato prossimo è la Ascom di Bologna. Secondo l’associazione dei commercianti l’ordinanza del 2009 andrebbe estesa anche ai negozi fuori dal centro. L’apertura, ha spiegato il presidente Enrico Postacchini, "interessa di più i grandi gruppi e le realtà di rilevanza internazionale, che pure dentro le mura ci sono". E "la decisione alla fine spetta alle aziende". Dall’altro lato, "molti piccoli che hanno il negozio fuori porta si sentono discriminati".

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