Primo maggio, Bologna divisa sui negozi


BOLOGNA, 26 MAR. 2011 – A meno di una settimana dal primo maggio, anche a Bologna tiene banco la polemica legata alla possibilità di tenere aperti i negozi cittadini anche durante la festa dei lavoratori. Lo scontro, altamente simbolico, vede i sindacati contapposti al Comune e alle associazioni di consumatori e si snoda tra i diritti del lavoro e la crisi economica."Io credo che il primo maggio sia la festa del lavoro – dice la segretaria generale Cgil Susanna Camusso, oggi in città per l’assemblea regionale in vista dello sciopero generale – Come sempre ci siamo fatti carico di quelle che sono le necessità di pubblica utilità e di servizio. Il resto, per un giorno, lo si può lasciare da parte".Anche per Danilo Gruppi, segretario cittadino del sindacato, l’apertura dei negozi "è un parossismo consumistico senza motivo, per la ripresa sarebbe utile che le persone avessero qualcosa in più da spendere". E Alessando Alberani, segretario della Cisl, aggiunge che "la festa è la festa. La domenica e il primo maggio sono momenti per i lavoratori e le famiglie e vanno rispettati".Dall’altra parte della barricata c’è invece il commissario Anna Maria Cancellieri, che si dice culturalmente favorevole a non sospendere l’esercizio commerciale nei giorni festivi e il primo maggio. "Le serrande alzate – assicura – creano un’occasione di festa, permettono di accogliere meglio i turisti e per i commercianti rappresentano una possibilità di guadagno".Una posizione condivisa da Giancarlo Tonelli: "Sarà una domenica in linea con le altre, con molti negozi aperti in centro, perchè visto che i consumi non ripartono una giornata di incassi è importante", dice il direttore dell’Ascom. A cui fa eco il presidente dell’Associazione commercianti Enrico Postacchini: "Bologna deve decidere se vuole essere una città a vocazione turistica o meno. E bisogna anche rendersi conto che, come altri settori, anche il commercio non deve avere troppe rigidità nei giorni festivi".Dal mondo politico, infine, si fa sentire Amelia Frascaroli, che approva la convergenza dei sindacati a favore della chiusura dei negozi: "Non si può trasformare la festa del lavoro in festa dello shopping, e per di più la domenica", ha sottolineato in una nota capolista della lista di Sel e Verdi a sostegno di Virginio Merola. L’auspicio della Frascaroli è che "a partire da questo punto di comunione, per il primo maggio, si possa trovare insieme ai sindacati un piccolo gesto di condivisione, un piccolo segnale di unità attorno a un tema di vitale importanza per tutti i lavoratori". Come lista ‘Con Amelia per Bologna con Vendola’, ha concluso, "proveremo a fare la nostra parte"

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