Primarie in Emilia-Romagna: 391mila votanti


BOLOGNA, 26 OTT 2009 – Soddisfazione dei dirigenti e degli amministratori del Pd per il primato di partecipazione alle primarie in Emilia-Romagna, plauso per la vittoria del segretario nazionale Pier Lugi Bersani e di quello regionale Stefano Bonaccini, con un pensiero alle elezioni regionali che incombono e che richiedono un Pd unito. "Un grande fatto democratico di confronto politico e di partecipazione popolare che dà slancio nuovo al Pd", commenta Vasco Errani.Il presidente della Regione, schierato con Bersani, ringrazia Franceschini "che ha guidato il partito in questi otto mesi". E, citando il nuovo Pd che esce dal voto delle primarie, afferma che "Pier Luigi Bersani rappresenta anche personalmente questa innovazione. Il suo successo è frutto di un confronto aperto e vero, e sottolinea l’urgenza dell’alternativa al berlusconismo e alla sua propaganda. A questo obiettivo sono convinto che concorreremo tutti, ciascuno con la propria testa, in libertà ed autonomia". "Adesso lavoriamo sul territorio per un partito ancora più unito e più forte", è l’invito finale. Compiaciuto il sindaco di Modena Giorgio Pighi, per il successo del concittadino eletto segretario regionale: "Bersani e Bonaccini sono una garanzia per il Partito Democratico", afferma, sottolineando che le primarie sono "uno straordinario punto di partenza" per realizzare l’ alternativa".Accento sull’unità anche da parte di Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna, provincia che ha premiato Bersani con quasi il 58% dei consensi: "da oggi non ci sono bersaniani, franceschiniani e mariniani. Dopo le primarie ci sono i Democratici uniti per costruire l’alternativa a Berlusconi". "Adesso abbiamo un partito più forte, andiamo avanti con una guida unitaria per costruire l’alternativa alla destra", gli fa eco il segretario ravennate Pd Alberto Pagani. Al futuro pensa anche il segretario del Pd riminese Andrea Gnassi: "Ora ventre a terra per le regionali, senza correnti e senza bagarre, ma confronto e unità per battere la destra. Lo spartiacque per il paese sono le elezioni regionali. Noi mi auguro sosterremo Vasco Errani anche per far contare Rimini a Bologna".Gnassi ricorda che a Rimini i votanti sono aumentati: "In Emilia Romagna hanno votato 391.000 persone, il 10% in meno rispetto al 2007 di Veltroni, mentre a Rimini hanno votato 18.240 persone, lo 0,7% in più rispetto al 2007, con 137 voti in più. Bersani ha raccolto in Emilia-Romagna il 53,5%, a Rimini il 53,7". Tutti per Bersani tranne Montegridolfo, 43 votanti: Franceschini al 48%, Bersani al 32 e Marino a 18. Da Bologna, il sindaco Flavio Delbono definisce Bersani e Bonaccini "la ricetta giusta per offrire agli italiani un’alternativa all’attuale governo di destra".E dalla presidente della Provincia Beatrice Draghetti, schierata con la mozione Franceschini-Bastico, vengono "i migliori auguri di buon lavoro al nuovo segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani e al nuovo segretario regionale Stefano Bonaccini. Da oggi tutti coloro che hanno una qualche responsabilità e ruolo all’interno del Pd hanno un motivo in più per operare uniti per il futuro del nostro Paese e dei nostri territori". Il presidente del consiglio comunale Maurizio Cevenini esorta a essere "tutti uniti al fianco dei segretari eletti a maggioranza. Non possiamo più sbagliare, ora dobbiamo fare la ‘gara perfetta’ per le prossime regionali, mi auguro con Errani, e per le future politiche. Chi mette zizzania stia pure a casa, le polemiche si fanno solo con l’avversario, dure ma non sul gossip". Soddisfazione per l’esito delle primarie è stata espressa dal deputato Sandro Gozi, coordinatore regionale della Mozione Marino in Emilia-Romagna. "Registriamo infatti una crescita nel voto dei cittadini rispetto al risultato ottenuto tra gli iscritti al partito, soprattutto nelle città – spiega – Ciò dimostra come il Pd possa davvero aprirsi a nuove energie e a nuove esperienze". E Alessandro Pilotti, coordinatore dei Circoli della mozione Marino dell’Emilia-Romagna, pensa alle regionali affermando che "Vasco Errani è il candidato più forte e autorevole e non vedo ostacoli a una sua ricandidatura. Ciò che è importante è che il governo regionale nella prossima legislatura non si crogioli sull’autosufficienza del modello emiliano-romagnolo ma sappia cogliere le sfide di cambiamento rappresentate dalla questione ecologica e dalla centralità dei diritti, portate avanti dalla nostra mozione".Gli ex Ppi bolognesi rivolgono un invito a Bersani (‘vada avanti con la tranquillità dei forti e lasci perdere il radicalismod e gli stizzosì) convinti che il neosegretario abbia "la capacità politica e l’ immagine giusta per una operazione di recupero di voti al centro". Disponibilità al confronto sul tema delle alleanze in vista delle regionali vengono da altre forze del centro sinistra. Il socialista Paolo Zanca auspica che, con l’ elezione di Bersani e Bonaccini, "si archivi la pagina dell’autosufficienza del Pd, per la verità scarsamente praticata nella nostra regione, che ha provocato il devastante risultato delle elezioni 2008, e si riavvii la ricostruzione dell’unità di tutti i riformisti, laici, cattolici e socialisti. Se davvero si vorrà ripartire da lì, Bonaccini sappia che i Socialisti sono interessati, a partire proprio dall’Emilia-Romagna, ad aprire un confronto serrato già in vista delle elezioni regionali del 2010".Anche da Massimo Mezzetti, coordinatore regionale di Sinistra Democratica, viene l’ augurio che, con i nuovi segretari, si possa "abbandonare la disastrosa logica dell’autosufficienza, così come l’altrettanto sbagliata teorizzazione delle ‘due sinistre’ e si possa rimettere in piedi il cantiere politico dell’Ulivo".

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