Primarie a Bologna: il no di Andrea Segrè


BOLOGNA, 15 NOV. 2010 – I tempi non sono ancora maturi. Andrea Segré, preside di Agraria e paladino della lotta allo spreco alimentare, non correrà alle primarie del centrosinistra di Bologna. L’annuncio pone fine a un tiramolla lungo due settimane: nato quando il suo nome era stato tirato in ballo dopo il ritiro di Maurizio Cevenini, termina oggi con una dichiarazione dello stesso Segré, che non ha sentito "l’utilità di una candidatura in questo scenario". In campo, oltre ai due candidati civici Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli, rimangono dunque anche i due dirigenti di spicco del Pd: il presidente del Consiglio provinciale Virginio Merola, che ha già consegnato il numero di firme necessario, e l’ex segretario cittadino Andrea De Maria. Non è così andato a buon fine il pressing di Sel, Idv e dell’attuale segretario del Pd Raffaele Donini: "Ho apprezzato il suo segnale di apertura, quando ha chiesto al partito di fare un passo indietro", gli ha riconosciuto Segré, aggiugendo però che "il contesto lo ha reso utopistico e velleitario". Per il preside nel Pd "c’é stato un arroccamento, una difesa di chi si sente attaccato". Segré ha fatto anche intendere che non sosterrà le attuali candidature dei democratici, spendendo parole di grande fiducia verso la Frascaroli: "La vorrei come sorella maggiore, di lei ho una stima enorme". Il preside di Agraria è stato tra l’altro uno dei primi 50 firmatari della sua candidatura, e di lei oggi dice che "è forte sui temi che sono anche miei".Parlando alla stampa alla libreria delle Moline ("Un posto bellissimo, il primo che ho incontrato quando mi sono trasferito qui 30 anni fa"), Segré ha ripercorso le tappe della sua quasi candidatura: "Parte del Pd, Sel e Idv mi contattarono già a febbraio dopo le dimissioni di Delbono", ha raccontato. Un’offerta che gli fu ripetuta anche dopo il ritiro di Maurizio Cevenini, "una candidatura straordinaria". Ma per Segré "i tempi per ricucire la frattura che c’é a Bologna tra politica e società civile non sono maturi", perché, ha proseguito, "é una dinamica che è ancora lontana dal rasserenamento". Per questo "un’unità in più in campo alle primarie non sarebbe stata utile". Non ci sono le condizioni, insomma, per creare quella connessione. "Non è stata una questione di telefonate o endorsement", ha chiarito sgombrando il campo anche da eventuali timori legati alla presenza di altri candidati del Pd: "Non è un problema di semplificazione del quadro, è proprio il clima che non mi è piaciuto". Segré ha anche bocciato le parole dedicate da Merola nel suo programma all’ecologia e alle tematiche della green economy ("Dietro cosa c’é di concreto?") e non ha tenuto nascosta più di tanto una sfiducia generale verso il Pd: "Bersani o Vendola? Oggi ci dovrei pensare e vedere cosa c’é dietro", ha risposto.

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