“Prima delle tasse, pensate ai cambiamenti”


MODENA, 29 SET. 2011 – Una "raffica" di manovre finanziarie accomunate da un denominatore: i pesanti contraccolpi sui bilanci e l’operatività dei Comuni. Per il periodo 2009-2014 saranno diciotto imiliardi di euro sottratti alle loro disponibilità. Con conseguenze immediate e facilmente comprensibili su cittadini e imprese. Si tratta di tagli imputabili alla pesante situazione del debito pubblico italiano, ma che aggravano il generale ristagno dell’economia, a partire dall’impossibilità delle pubbliche amministrazioni di saldare i conti coi propri fornitori e realizzare nuovi investimenti. Una situazione che vanifica il senso stesso del federalismo fiscale. Per questo, prima di ogni intervento a livello locale inteso a assorbire la manovra con interventi sulle entrate, ad esempio aumentando l’aliquota Irpef, occorre affrontare tempestivamente quei cambiamenti che imprese e cittadini auspicano da decenni: semplificazione della burocrazia, liberalizzazioni, esternalizzazione dei servizi e sussidiarietà per rilanciare l’economia.CNA intende pertanto avviare una serie di confronti propositivi nei Comuni e nelle Unioni: ci aspettiamo che i Sindaci coinvolgano con tempestività le rappresentanze economiche del territorio sulle scelte fondamentali che dovranno caratterizzare i bilanci dal 2012 in poi. Le proposte da parte delle piccole imprese non mancano. E partono da una precisa considerazione: con un’imposizione fiscale che ha raggiunto il 44,5% non c’è più margine perulteriori aumenti della pressione fiscale.RISPARMIO E RIPRESACiò significa che prima di tutto è necessario valutare ogni possibile misura per ridurre la spesa corrente dei Comuni (personale, gestione delle funzioni e dei servizi). Le strutture amministrative vanno progressivamente alleggerite attraverso la razionalizzazione organizzativa e coinvolgendo e responsabilizzando i privati.La riorganizzazione, ad esempio, è una buona pratica che può essere implementata imprimendo una più decisa accelerazione ai processi di gestione associatatra municipi dei servizi e delle funzioni amministrative. Occorre procedere con maggiore determinazione verso l’accentramento dei servizi con il loro affidamento alle Unioni dei Comuni, per creare sinergie, recuperare efficienza e produrre risparmi duraturi.Pensiamo, inoltre, che si debba affrontare con più decisione il tema delle esternalizzazioni. Più di anno fa avevamo proposto ai sindaci un confronto di merito,convinti che l’idea fosse coerente con la tutela dell’interesse collettivo e nel contempo contribuisse a stimolare l’economia locale. Si è perso del tempo prezioso. Progettare forme di esternalizzazione, di sussidiarietà, di collaborazione e integrazione con le imprese private – attraverso affidamenti e convenzioni, governati dalle P.A. con intelligenza – è la strada da percorrere.Con l’innalzamento al 100% della quota spettante ai Comuni sulle somme recuperate dal Fisco a seguito della loro partecipazione all’attività di accertamento tributario, le amministrazioni dovranno poi attrezzarsi per migliorare lalotta all’ evasione. Occorre agire con più efficacia anche nelle azioni direcupero di rette, multe, tributi.Ultima ratio, per evitare il ricorso ai ventilati aumenti generalizzati dell’addizionale IRPEF, la cessione di quote delle società partecipate (dalle multiutilitiesad altre società), come ha annunciato di voler fare il comune di Palagano.SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICAAltrotema prioritario: la burocrazia. Costa troppo, non solo alle imprese eai cittadini, ma anche agli stessi Comuni che devono gestirla. Semplificare è un impegno non rinviabile: progetti, programmi, interventi mirati DEVONO intervenire immediatamente alla riduzione della massa burocratica già dallivello comunale, nell’eterna attesa che lo Stato faccia lo stesso. Semplificare riduce le spese correnti dei Comuni, creando nel contempo beneficiper i cittadini, le piccole imprese e l’economia locale nel suo complesso. Inquesti giorni CNA ha avanzato una specifica proposta di lavoro su questi temi:la “Carta dei diritti delle piccole imprese”. Gli amministratori sonodisponibili a condividere con le associazioni economiche un percorso reale disemplificazione?SOSTEGNO ALL’ECONOMIAAssieme alle misure per la riduzione della spesa dei Comuni, sappiamo bene quanto sia indispensabile agire per stimolare il rilancio dell’economia locale, la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e lo sviluppo delle imprese già operanti sul mercato.CNA propone di costituire nei Comuni dei “fondi straordinari” per la concessione di agevolazioni economiche, allo scopo di stimolare l’apertura di nuove attività da parte dei disoccupati (soprattutto giovani); incentivare l’insediamento di attività artigianali e commerciali nei centri storici; e infine favorire quelle aziende che, anche durante la crisi, hanno mantenuto i livelli occupazionali o addirittura desiderano tornare ad assumere personale. I “fondi” dovrebbero essere alimentati da una parte delle risorse aggiuntive chei comuni potranno incamerare a seguito della loro collaborazione con l’Agenziadelle Entrate. Il meccanismo di erogazione sarebbe legato alla parzialecompensazione dei tributi locali.Riteniamo, infine, necessario il rilancio del comparto edilizio attraverso il recuperodal degrado urbano: ristrutturare immobili esistenti deve diventare più conveniente, soprattutto se la ristrutturazione è propedeuticaall’apertura di  nuove attività artigianali e del commercio. Chiediamo dunque ai Sindaci di incentivare le iniziative di recupero, riuso eriqualificazione del patrimonio edilizio esistente, a partire dai centristorici, riducendo l’entità degli oneri dovuti per queste operazioni, cioè scontando (ad esempio del 30% o del 50%) i relativi “contributi di costruzione”. L’intervento potrebbe venire sperimentato per due anni e probabilmente si autoalimenterebbe da un punto di vista finanziario.

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