Prevenzione: test dell’udito a tutti i neonati bolognesi


BOLOGNA, 10 NOV 2009 – La sanità emiliano-romagnola continua, nonostante le difficoltà economiche, ad esseree all’avanguardia in Europa. Lo dimostra anche l’ultima iniziativa che prevede un esame dell’udito per tutti i neonati negli ospedali della provincia di Bologna. Dal primo settembre è infatti partito il progetto che prevede lo screening audiologico su tutti i bimbi venuti alla luce al Maggiore, a Bentivoglio, a Porretta e al Policlinico Sant’Orsola Malpighi: circa ottomila all’anno. Si tratta di un’iniziativa realizzata grazie alla collaborazione tra azienda Usl, azienda ospedaliera universitaria Sant’Orsola-Malpighi, università di Bologna e Fondazione Gualandi a favore dei sordi."Fare una diagnosi precoce ai bimbi appena nati – ha spiegato il professor Giovanni Farneti, coordinatore del progetto – permette di rilevare quei problemi dell’udito che altrimenti vengono scoperti quando un bambino ha due o tre anni. Si possono così attivare tutta una serie di azioni per ridurre gli effetti della disabilità futura: protesi, logopedia, eventuali impianti. E anche sostegno educativo: la sordità è infatti anche un problema delle famiglie". "Consideriamo questo progetto molto arricchente", ha commentato Augusto Cavina, direttore generale del Sant’Orsola. "Al centro ci sono il bambino e la famiglia". Lo screening verrà eseguito da tecnici audiometristi: con un esame ai neonati addormentati in ambienti silenziosi, in pochi minuti si possono registrare i sintomi di ipoacusia. Poi viene fatto un successivo test quando sono riscontrati deficit.

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