“Pretestuosa la polemica sui capannoni crollati”


30 MAG. 2012 – "Sono incline, naturalmente con il dispiacere e la tristezza per le vittime che ci sono state, ad escludere in gran parte la malafede soprattutto da parte imprenditoriale". A parlare è il neo presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, la cui casa madre della propria azienda, la Mapei, sta a Sassuolo, non molto lontano dalle zone più colpite dal sisma di ieri. "Questa polemica che sta montando – ha detto Squinzi – mi sembra molto artificiosa perché i capannoni, li avete visti anche dalle fotografie sui giornali, erano in assoluta normalità e la zona non era classificata come particolarmente sismica. Non dimenticate che sono morti anche degli imprenditori direttamente nel crollo". "E’ una zona – ha aggiunto Squinzi incontrando i giornalisti a Catania a margine dell’assemblea degli imprenditori catanesi – che non veniva giudicata ad alto rischio sismico e peraltro ho un amico imprenditore che è stato molto colpito da questo terremoto perché ha avuto due dipendenti che sono morti sotto il crollo della prima scossa, che mi diceva che è dal 1570 che non c’erano più eventi sismici in quest’area, quindi io sarei portato ad attribuirlo alla tragica fatalità"."Purtroppo il nostro è un Paese ad alto rischio idrogeologico come purtroppo abbiamo imparato in questi anni. Questi fatti si succedono, – ha concluso – dobbiamo sicuramente pensare, trarre una lezione importante, che è quella di realizzare un piano di interventi diffusi, organici, per ridurre al minimo queste criticità. Certo, purtroppo sappiamo tutti che quando la natura si scatena ci sono poche possibilità di contrastarla".Per quanto riguarda l’impatto delle onde sismiche sull’economia, "Sicuramente ci sarà un minimo di impatto sul Pil", ha commentato Squinzi. "Ho letto anch’io sui giornali di oggi – ha proseguito Squinzi – che nella zona dove è localizzato l’epicentro si produce circa l’1 per cento del Pil del nostro Paese. E’ chiaro che in quest’area probabilmente assisteremo ad un fermo delle attività produttive di alcuni mesi. Credo che indicare tre-quattro mesi non sia lontano dalla realtà".

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