Presunte truffe con fotovoltaico, assolta Cpl


Tutti prosciolti perchè il fatto non sussiste. E’ finito prima di cominciare il processo sulla maxi truffa nel settore del fotovoltaico che vedeva tra i 23 imputati, anche Roberto Casari, ex presidente di Cpl Concordia. il giudice Andrea Romito ha emesso in sede di udienza preliminare sentenza di non luogo a procedere, facendo crollare l’impianto accusatorio della procura. La Guardia di Finanza di Monopoli, nell’ottobre del 2015 sequestrò otto impianti fotovoltaici in provincia di Bari.Secondo le fiamme gialle tre campi fotovoltaici di grandi dimensioni erano stati frazionati in più impianti di piccola potenza allo scopo di ottenere maggiori rimborsi statali attraverso dieci società, con sede a Modena, Brescia, Cremona e Bologna, tutte però riconducibili a Cpl Concordia. Accuse che però non hanno retto già in udienza preliminare

Prosciolto anche l’ex braccio destro di Casari in Cpl Maurizio Rinaldi assolto invece l’ex direttore della cooperativa Claudio Bonettini, l’unico che aveva scelto il rito abbreviato. Casari esce dal tribunale a testa alta. Ora però dovrà affrontare quello che probabilmente lo scoglio più grosso, il processo sulla metanizzazione di Ischia dove l’accusa ipotizza un sistema di tangenti versate a pubblici ufficiali per aggiudicarsi appalti pubblici.

CPL CONCORDIA manifesta tutta la propria soddisfazione per il pronunciamento di piena assoluzione espresso oggi dal Tribunale di Modena in relazione all’inchiesta sui campi fotovoltaici in Puglia e conferma la propria piena fiducia nell’operato della Magistratura. La vicenda aveva riguardato nel 2015 gli impianti solari realizzati dalla cooperativa in provincia di Bari, con il coinvolgimento di persone fisiche e di società afferenti al Gruppo CPL CONCORDIA, con un provvedimento di sequestro preventivo di beni e di liquidità per oltre 13 Milioni di Euro. “La sentenza conferma l’opinione da noi espressa fin dal principio”, ha commentato il Presidente di CPL CONCORDIA Mauro Gori, “e cioè che la cooperativa abbia operato nell’assoluto rispetto delle norme al tempo vigenti”. La sentenza, in particolare, fa cadere le pesanti accuse di violazione delle norme del Decreto Legge 231 che erano state addebitate alla società.

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