Predappio: basta simboli nazisti in vendita


16 APR. 2009 – “Era una decisione indispensabile e che intende anche dare un chiaro messaggio: fine alla cultura dell’odio che impedisce alla città di Predappio di presentarsi ai turisti che la visitano con la giusta immagine”. Così l’assessore comunale alle attività culturali e alla promozione del territorio, Gianluca Barravecchia, commenta la modifica al regolamento comunale, approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Predappio, che inasprisce significativamente l’esposizione dei gadget e degli oggetti che si richiamano al periodo fascista nei diversi punti vendita presenti nella città che ha dato i natali a Benito Mussolini e che ne conserva le spoglie.Le modifiche al regolamento, introdotto nel 1987 in una forma molto più stringata e generica, vietano la presenza nelle vetrine (ma anche all’interno dei punti vendita) di “merci, beni e oggetti di qualsiasi genere raffiguranti forme e immagini riportanti espressioni di stampo razzista, ovvero frasi e simboli inneggianti all’olocausto o evocative di una cultura di odio, violenza, sopraffazione per ragioni di sesso, razza, lingua, religione, orientamento politico”. Il nuovo regolamento, più nello specifico, vieta “L’esposizione di manganelli, o armi, riproduzioni di simboli quali svastiche, croci uncinate, beni e oggetti riportanti espressioni o immagini riconducibili a gruppi militari, paramilitari o terroristiche, nonché esperienze di chiara matrice nazifascista o totalitaria”. Insomma niente più, ben in vista, bandiere naziste, gagliardetti della decima mas o magliette con i motti più noti del fascismo e del nazismo. Più tolleranza, invece, per i tanti busti di Mussolini o i calendari nostalgici che vengono copiosamente acquistati dai frequentatori dei diversi negozi specializzati a Predappio in questo tipo di merce. Previsti per i trasgressori multe sino a 500 euro mentre “altri uffici – precisa l’assessore Barravecchia – dovranno valutare eventuali responsabilità penali”.

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