PR RE 23/2/2012 L’OSSERVATORIO VAL D’ENZA DI CNA – BANCHE “FARE DI PIU'”


MONTECCHIO EMILIA 23 FEBBRAIO Miglioramento dell’accesso al credito, attualmente un’utopia, interventi da parte degli Enti locali a favore delle aziende, processi evolutivi interni ed esterni all’azienda ed esplorazione di nuovi mercati. Sono questi secondo l’Osservatorio economico annuale della Val d’Enza promosso da CNA Reggio Emilia e finanziato da Banca Reggiana-Credito Cooperativo, gli ingredienti chiave perché le imprese locali possano guardare al futuro. Se le previsioni di stabilità di tutti gli indicatori (ordini, occupazione, fatturato e investimenti) fatte nel settembre 2011 sono state messe a dura prova dalla difficile congiuntura economica e finanziaria presente, confermate sono invece le linee guida da seguire per uscire dell’impasse. “Il quadro fornito dagli intervistati della Val d’Enza ci spinge a formulare alcune chiare considerazioni – spiega il presidente provinciale di CNA Tristano Mussini intervenuto alla presentazione dei dati dell’Osservatorio – la prima è relativa al credito, o meglio all’inaccessibilità al credito da parte delle micro e piccole aziende. Dall’indagine basata su un vasto panel di aziende infatti, si evince che soltanto il 21% degli intervistati si dichiara pronto a mettere in campo nuovi investimenti: per tutti gli altri avere la disponibilità creditizia di fare decisi e decisivi passi in avanti resta un’utopia. Ci rendiamo conto che trovare il coraggio e le risorse per investire in questo momento, sia da parte degli Istituti di Credito che da parte degli imprenditori, è davvero molto difficile, ma è solo trasformando la concezione di “crisi” in “cambiamento” che possiamo superare e trarre vantaggi da questo critico frangente”.L’indagine rivela infatti che le imprese che hanno investito in politiche di miglioramento della qualità dei propri prodotti o dei servizi, o entrambi, sono riuscite a innovare gli strumenti e le metodologie di lavoro utilizzati e a sviluppare nuove politiche commerciali verso i mercati abituali. Eloquente in questo senso è il quadro delle evoluzioni delle attività portate a termine dalle imprese negli ultimi tre anni: il 37,3% ha sviluppato politiche di miglioramento della qualità dei propri prodotti, il 36% ha innovato gli strumenti e le metodologie di lavoro, il 33,3% ha sviluppato nuove politiche commerciali, solo il 20% ha intensificato la formazione del personale e il 17,3% ha sviluppato politiche commerciali per entrare in nuovi mercati soprattutto esteri. L’indagine in Val d’Enza ha fatto emergere poi le richieste che le imprese avanzano alle Istituzioni locali al fine di far crescere il fatturato e, più in generale, di promuovere lo sviluppo dell’imprenditorialità. Per il 70% degli intervistati sono prioritarie le agevolazioni fiscali, come l’introduzione per l’IMU sugli immobili strumentali, che rappresenta la “prima casa” degli imprenditori, di una aliquota differenziata – agevolata; il 65,7% richiede lo snellimento delle procedure burocratiche; una seria riduzione della burocrazia e il 61,4% chiede di fornire o rendere possibili finanziamenti agevolati alle imprese. Altro aspetto chiave è poi l’export: l’indagine dell’Osservatorio Val d’Enza svela che dopo il deciso aumento degli ordini e della domanda nelle aziende esportatrici a partire dal settembre 2010, il trend positivo non si è interrotto e che quindi l’ottica di esplorare nuovi mercati può rivelarsi vincente. L’Osservatorio è stato utile poi per andare a scoprire anche di quali competenze le aziende lamentino la mancanza, sempre inserite in un’ottica di crescita dell’impresa stessa: mancanza di manodopera specializzata e di una scuola capace di formare tecnici competenti, assenza di figure esperte di leggi e norme sulla sicurezza e di una visione più reale del mondo del lavoro tra i giovani.

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