pr pc 15/2/2011 Accordo tra fondazione Monte Parma e Fondazione Cassa Piacenza


parma piacenza 15 febbraio E’ accordo tra la Fondazione Monte di Parma e la Fondazione di Piacenza e Vigevano. Più precisamente, la Fondazione Monte acquisterà la quota del 3,25% del capitale sociale di Banca Monte Parma detenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano per togliere a quest’ultima i numeri per l’esercizio del diritto di veto (come prevede lo statuto). Piacenza, infatti, minacciava di bloccare il passaggio di Banca Monte a Intesa Sanpaolo, se l’operazione non avesse portato qualche beneficio.«L’ intesa – fa sapere la Fondazione Monte – definisce una nuova fase strategica tra le due Fondazioni essendo finalizzata a raggiungere alcuni obiettivi comuni nell’ambito del contratto sottoscritto dalla Fondazione Monte con Intesa Sanpaolo il 16 dicembre scorso. Infatti questa fase, la cui conclusione è prevista con il closing dell’operazione con Intesa Sanpaolo, ha come fine ultimo quello di rinsaldare il legame tra le Fondazioni, affiancandole fortemente ad Intesa Sanpaolo nel rilancio di Banca Monte, in particolare nei territori di Parma e Piacenza».Con questa operazione la Fondazione di Piacenza e Vigevano permette alla Fondazione Monte di avere quell’80% che consentirà di dire sì alla richiesta di Intesa Sanpaolo di modificare lo statuto. L’accordo è stato definito dal punto di vista economico, ma resta ancora aperta la partita dei patti parasociali. Dunque, l’articolo 5 dello statuto di Banca Monte che prevede il diritto di veto dei soci di minoranza e Intesa Sanpaolo intende modificare questo articolo in modo da avere il controllo assoluto dell’istituto di Parma. Di fronte a questo nodo Banca Sella ha deciso di rivendere le sue azioni al prezzo del 2008 e di lasciare, mentre la Fondazione di Piacenza e Vigevano (che lasciando avrebbe perso perso un sacco di soldi) ha cercato di avviarsi ad una soluzione ben diversa: rimanere in Banca Monte (con Intesa Sanpaolo come socio di maggioranza) e realizzare denaro in modo da non pagare la ricapitalizzazione necessaria per restare nell’istituto di credito.

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