pr 9 /4/2012 Il Prosciutto di Parma chiude il 2011 con il segno più


LANGHIRANO 9 APRILE Il Prosciutto di Parma chiude il 2011 con segno più, trascinato dall’affettato che cresca a due cifre (10,6%) e dalle esportazioni (+4%), per un giro di affari complessivo di 1,5 miliardi di euro. E se nel 2010 era stati gli Usa il mercato del boom, l’anno scorso sono stati gli australiani a scoprire il prosciutto emiliano, facendo una scorpacciata da 50.000 pezzi (+80%).Sono stati poco più di 9 milioni i prosciutti marchiati Parma nel 2011, 6.753.819 assorbiti dal mercato italiano, il resto (25,6%) finito sulle tavole estere. Da registrate anche la forte ripresa del Giappone (+15,7%); note positive anche dal Centro e Sud America (+33,8%). Per quanto riguarda i mercati più tradizionali, Francia (stabile), Germania (+5%) e Gran Bretagna (+1,5%) si confermano come i principali.
Lo sviluppo dei mercati internazionali è trainato dall’affettato, oggi il 42% di tutte le esportazioni del Prosciutto di Parma ed è in forte ascesa, mentre il prodotto intero resta sostanzialmente stabile e prevale nell’area extra europea. Sono quasi 67 milioni le confezioni vendute nel 2011 dalle aziende del Consorzio che registrano un incremento complessivo del 10,6% rispetto all’anno precedente. Il Parma in vaschetta conferma così le performance degli ultimi anni andando a consolidare un trend di crescita particolarmente favorevole sia in Italia, con circa 402 mila prosciutti (+3,5%), sia all’estero con un aumento del 9,3% (976 mila).

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