ANNO RECORD PER IL PROSCIUTTO DI PARMA IN USA


LANGHIRANO 9 FEBBRAIO E’ stato l’anno dei record per il Prosciutto di Parma sul mercato nordamericano. I pezzi venduti negli Stati Uniti hanno raggiunto le 450mila unità, per un valore di quasi 40 milioni di euro, segnando un incremento rispetto all’anno precedente del 17%. Vale a dire circa 65mila prosciutti. Grazie a questo risultato – spiega il Consorzio – gli Usa scavalcano la Francia e diventano il primo mercato per l’export del Prosciutto di Parma. Molto bene anche il Canada, dove le aziende del Consorzio registrano un aumento del 42%, per un totale di quasi 60mila prosciutti esportati e un valore di circa 4 milioni.Il Nord America è quindi “un mercato imprescindibile per il futuro del comparto dei prosciutti – dice il Consorzio – che già oggi rappresenta comunque lo sbocco per oltre il 5% della produzione della pregiata Dop di Parma e dove il Consorzio ha deciso di concentrare una parte importante delle proprie attività di marketing.Paolo Tanara, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, è soddisfatto dei risultati: “Stiamo raccogliendo i frutti di anni di sforzi e di investimenti sia del Consorzio che delle aziende esportatrici, che ci hanno visti impegnati nella valorizzazione del prodotto, nella tutela del marchio e soprattutto nell’adeguamento alle procedure e garanzie sanitarie richieste dagli standard americani. In tal senso il ruolo del Consorzio è stato davvero fondamentale nella duplice veste di interlocutore principale delle autorità italiane e americane e di assistenza alle aziende esportatrici; le 161 aziende del Consorzio sono oggi all’avanguardia nel campo delle garanzie sanitarie e il Prosciutto di Parma è uno dei pochissimi prosciutti a possedere i requisiti di sicurezza e tracciabilità richiesti per poter essere esportati in quasi tutti i Paesi del mondo.Questo percorso e questo approccio strategico al mercato ci hanno portati ad essere i leader negli USA, tanto che oggi oltre l’80% del prosciutto italiano esportato in Nord America è marchiato con la Corona Parma.L’export – conclude Tanara – e gli Stati Uniti in modo particolare, stanno dando un contributo essenziale per ridurre gli eccessi produttivi che si sono accumulati nel corso degli ultimi cinque anni. Ora che le scorte di magazzino sono sensibilmente diminuite, credo ci siano tutte le premesse per puntare al riequilibrio tra domanda ed offerta di prodotto e, di conseguenza, ad un equo adeguamento dei prezzi all’ingrosso per arrivare finalmente al recupero della necessaria marginalità per le aziende del comparto”.

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