Orizzonte Vino: Cariparma Crédit Agricole analizza la filiera


PARMA 8 LUGLIO Orizzonte Tracciare il quadro del settore vitivinicolo in Emilia e far emergere esigenze e richieste delle aziende del territorio verso gli istituti di credito. Erano quoti gli obiettivi della tavola rotonda dal titolo “Orizzonte Vino” organizzata da Cariparma Crédit Agricole presso la Cantina Albinea Canali nel reggiano. L’evento è nato dalla volontà di ascolto che Cariparma Crédit Agricole, istituto di credito di riferimento per l’agroalimentare grazie ad una struttura dedicata, ha più volte manifestato verso le esigenze delle aziende emiliane, al fine di garantire un rapporto positivo e dialettico tra banca e impresa. A tracciare il quadro dell’economia agricola del territorio sono state le Associazioni di Categoria di riferimento, rappresentate dalle loro massime cariche: oltre al padrone di casa Corrado Casoli, Presidente del Gruppo Italiano Vini e Cantine Riunite, erano infatti presenti Marino Zani, Presidente Provinciale di Coldiretti, Lorenzo Melioli, Presidente Provinciale di Confagricoltura, e Ivan Bertolini, Presidente Provinciale CIA. Ad interagire con loro per Cariparma Crédit Agricole è stato Hughes Brasseur, Condirettore Generale. A conferma dell’interesse per il territorio e per i suoi prodotti, il Gruppo Bancario ha infatti scelto di mettere in gioco una delle sue prime linee. Ad una platea di addetti ai lavori, il Direttore Centrale Retail di Cariparma Crédit Agricole, Gianluca Borrelli, ha presentato l’istituto di credito italiano controllato dalla Banca Verde per poi passare la parola al Direttore Territoriale, Roberto Tognetti, primo rappresentante dell’istituto di credito sul territorio. A lui il compito di raccontare il significato di essere “banca di prossimità”, un ruolo che si è sostanziato anche nell’organizzazione del convegno “Orizzonte Vino”. A chiudere la prima parte dei lavori è stato Raphael Gay, Responsabile della Direzione Agroalimentare, che ha introdotto il modello di servizio dedicato dal Gruppo alle aziende del comparto. Ad aprire la tavola rotonda è stata la CIA con Ivan Bertolini che ha tracciato il quadro delle aziende emiliane, nella loro dimensione e concentrazione. Dopo di lui Lorenzo Melioli di Confagricoltura, ha analizzato la situazione dell’export in regione per arrivare alle considerazioni di Marino Zani di Coldiretti che, alla luce del ruolo giocato dal vitivinicolo italiano sul mercato nazionale e internazionale, ne ha tratteggiato le linee di sviluppo ponendo in primo luogo la difesa e la tutela del Made in Italy, delle Doc, dei prodotti tipici del territorio come risorsa per dare futuro al settore.Corrado Casoli ha portato la testimonianza di Cantine Riunite nell’approccio ai nuovi mercati, facendo anche un confronto con Paesi come la Francia che condividono con l’Italia la leadership nel comparto vitivinicolo. A tutti gli interlocutori è stato chiesto quali fossero le richieste da avanzare ad un istituto di credito così impegnato nella valorizzazione del vitivinicolo, una delle più importanti bandiere del “made in Italy” e la risposta non si è fatta attendere.Il Condirettore Generale di Cariparma Crédit Agricole Hughes Brasseur ha ricordato come l’agri agro rappresenti uno sbocco naturale per una banca che nasce nei principali distretti agroalimentari italiani. Il Gruppo, forte dell’appartenenza a Crédit Agricole – leader assoluto nei servizi bancari al settore primario con l’80% delle quote di mercato in Francia – ha inserito l’agroalimentare come pilastro portante del proprio piano industriale. Secondo il Gruppo Bancario la conoscenza approfondita del settore è possibile solo mantenendo un approccio di filiera, approccio che conduce alla comprensione delle relazioni tra i vari operatori aiutando ad identificare i bisogni specifici sia nella gestione corrente che nei percorsi di crescita nel medio lungo termine.

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