La Chiesi avvia il progetto Faber


parma 8 dicembre La Chiesi ha presentato a Firenze il progetto Faber, frutto di un accordo che il gruppo farmaceutico parmigiano ha stretto con la Regione Toscana e l’Università di Firenze.L’obiettivo di Faber è la ricerca di nuovi principi attivi per la cura di patologie respiratorie croniche che tuttora non hanno terapie farmacologiche pienamente efficaci e con minimi effetti collaterali. Il progetto può contare su un investimento complessivo di circa 3,8 milioni di euro cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dalla Regione Toscana, da Chiesi Farmaceutici e da fondi statali e si propone di realizzare lo studio preclinico di nuovi farmaci broncodilatatori e antinfiammatori in forma inalatoria per la cura di malattie respiratorie, in particolare BPCO, asma bronchiale nelle forme severe e resistenti ai farmaci e tosse cronica.Queste patologie, ancora oggi prive di terapie farmacologiche adeguate, colpiscono milioni di pazienti dalla infanzia fino alla terza età. Chiesi Farmaceutici ed Università di Firenze hanno deciso di unire le proprie competenze, reclutando dieci giovani ricercatori con elevato grado di specializzazione nelle scienze biologiche e farmacologiche, a cui è affidato lo svolgimento del Progetto, previsto su base biennale e a cui contribuiranno altri gruppi di ricerca di eccellenza, provenienti dall’Università di Firenze e da altre Università Europee.«Il Progetto Faber – ha spiegato ieri nel corso della presentazione Andrea Chiesi, Project&Portfolio Management R&S di Chiesi Farmaceutici – rappresenta un caso concreto di fusione delle competenze di una prestigiosa struttura universitaria e di un’impresa con spiccata vocazione alla ricerca per realizzare un percorso comune di innovazione. Grazie anche al nuovo Centro Ricerche – continua Andrea Chiesi – il nostro obiettivo è proporre linee di ricerca innovative in modo da portare allo sviluppo clinico molecole originali, oltre che identificare nuove possibili applicazioni terapeutiche per le molecole già in fase di sviluppo. La nostra pipeline comprende diverse molecole e associazioni molto promettenti per patologie respiratorie, neonatologiche e neurologiche, solo per citarne alcune: nel 2010 abbiamo depositato 21 nuove domande di brevetto originali su altrettante innovazioni».

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