NUOVA FASE DI SVILUPPO PER RAFFAELE CARUSO


SORAGAN 6 GIUGNO Ricavi in crescita del 6% circa a 64,4 milioni (il livello più alto di sempre) e ritorno all’utile (2 milioni) per la Raffaele Caruso, l’azienda di Soragna guidata da Umberto Angeloni, che inizia a raccogliere i frutti della ristrutturazione e degli investimenti effettuati negli ultimi tre anni. Il trend della società è in linea con il business plan 2012-2016, basato su una doppia direttrice: da un lato lo sviluppo dell’home brand Caruso e dall’altro il consolidamento del ruolo di azienda leader nelle partnership con i grandi brand internazionali della moda. I numeri del 2012 Ancor più del risultato netto positivo, è il raddoppio dell’Ebitda a 6,2 milioni (9,6% del fatturato) a dare la misura degli effetti del piano, che ha spaziato dalla riorganizzazione produttiva alla selezione del portafoglio clienti. La crescita dei ricavi peraltro, sottolinea il comunicato di bilancio della Raffaele Caruso, si confronta con il ben più modesto +1,9% messo a segno nel 2012 dal menswear made in Italy nel suo complesso. Quanto al 2013, che «per l’intero settore lusso-moda rappresenta ancora un anno di transizione, a livello aziendale – spiega la nota della società parmense – la raggiunta efficienza ottimale della gestione dovrebbe dispiegare i suoi pieni effetti, consentendo di mantenere elevata la redditività». Gli obiettivi del 2013 Se il 2012 è stato positivo nonostante la crisi che continua a pesare sulla congiuntura internazionale, l’amministratore delegato Umberto Angeloni è ottimista anche per il futuro. Al Sole 24 Ore ha dichiarato di recente che ci sono due strade di crescita che l’azienda non ha di fatto ancora percorso: il retail e lo sviluppo in Cina. «Per quanto riguarda i negozi, stiamo cercando nel quadrilatero di Milano, che deve essere la prima città con un monomarca Caruso – ha spiegato Angeloni -. Ma le location disponibili sono poche e ancora molto care, nonostante la crisi. Discorso diverso per la Cina, dove stiamo valutando diversi partner: per avere successo in Asia ci vogliono delle conoscenze che non abbiamo e è molto importante non fare passi falsi. Una cosa comunque è certa: continueremo a investire in Italia, rafforzando il rapporto con i circa cento negozi multimarca in cui siamo già presenti. Un marchio che voglia essere credibile quando si definisce made in Italy non può perdere il contatto con la clientela locale. E comunque sono moltissimi i turisti che comprano prodotti Caruso in Italia».

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