Convegno Cariparma a CIBUS: “La valorizzazione delle filiere agroalimentari del Paese Italia”


PARMA 4 MAGGIO “La valorizzazione delle filiere agroalimentari del Paese Italia”, ecco il titolo del convegno promosso dal Gruppo Cariparma Crédit Agricole nell’ambito di CIBUS, dal 7 al 10 maggio alle Fiere di Parma. L’incontro, pianificato in data 9 maggio, si terrà a partire dalle 10.30 nella Sala Stampa allestita al Pad. 4 Un seminario per capire come l’approccio di filiera possa aiutare le aziende italiane ad affermarsi sui nuovi mercati, indagare quali categorie alimentari abbiano già tratto beneficio da questo tipo di approccio e chiarire le difficoltà di coloro che non sono riusciti ad applicarlo con successo. Rapahel Gay, Responsabile della Direzione Agroalimentare del Gruppo Bancario, introdurrà gli interventi di Roberto Monducci (Direttore del Dipartimento per i conti nazionali e le statistiche economiche dell’ISTAT), Denis Pantini (Responsabile Area di Ricerca Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma), Daniele Rossi (Direttore Generale di Federalimentare), Giuseppe Serino (Capo del Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare e della pesca del MIPAF).Analizzando lo scenario imprenditoriale rappresentato dalla clientela del Gruppo Cariparma Crédit Agricole, che affonda le sue radici in uno dei principali distretti agroalimentari italiani, è evidente come la crescita delle esportazioni del “Made in Italy” rilevato dalle ultime indagini si confermi un trend di sviluppo, con particolare riferimento ai paesi emergenti: i flussi commerciali export delle PMI clienti testimoniano l’importanza crescente dei paesi del BRICS, che rappresentano circa il 17% del totale operazioni Export, pari ad oltre il 22% di Volumi.Il settore agroalimentare più in generale dimostra di continuare a crescere nonostante il contesto economico difficile, rappresentando un comparto strategico per il Gruppo che al 31 dicembre 2011 ha registrato volumi di impieghi sulle aziende in crescita del 27% a/a, in controtendenza rispetto al sistema bancario, con una crescita delle linee commerciali export che registra un +35%.Non dobbiamo però dimenticare che la maggior parte del substrato aziendale italiano, a fronte di un prodotto di eccellenza, anche nel settore alimentare resta costituito da un sistema polverizzato di tante piccole aziende che fanno fatica ad accedere da sole ai nuovi mercati di sbocco. In questo senso, un approccio di filiera potrebbe favorire anche all’estero la valorizzazione delle risorse agroalimentari italiane aiutando le aziende più piccole nell’approccio ai nuovi mercati, soprattutto in un territorio come quello italiano caratterizzato da prodotti riconosciuti a livello mondiale e certificati come DOC, DOP e IGP. “Il Gruppo Cariparma Crédit Agricole – spiega Raphael Gay, Responsabile della Direzione Agroalimentare dell’istituto bancario – è da tempo attivo nel sostenere le strategie commerciali che possono aprire la via dell’export alle aziende grazie ad un team di specialisti e ad una struttura dedicata alle tematiche del comparto. Oggi la partnership con CIBUS e con Fiere di Parma ci permette di offrire ai nostri clienti, e non solo, un’occasione di approfondimento con cui speriamo di mettere a disposizione degli addetti ai lavori competenze e strumenti manageriali che permettano di cogliere le opportunità anche nell’attuale contesto di crisi”. A ISTAT andrà il compito di spiegare il ruolo svolto dall’agroalimentare nell’economia italiana: quanto incide sull’occupazione, la capacità innovativa del settore, l’incidenza in termini di qualità e consumi e la propensione all’export del comparto. A cura di Nomisma l’analisi dell’approccio di filiera e le sue potenzialità nel mantenimento del valore aggiunto delle produzioni agroalimentari italiane anche all’estero.Federalimentare, principale associazione di categoria del settore, darà il suo punto di vista e avanzerà al Governo le proprie richieste confrontandosi con il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

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