Parmalat-Lactalis: il Tribunale si riserva sulla revoca del cda


collecchio 4 marzo Il presidente del Tribunale di Parma, Roberto Piscopo, ha deciso di riservarsi sulle richieste della procura e delle parti dell’udienza Parmalat-Lactalis. Piscopo depositerà nei prossimi giorni la sentenza (invocata ai sensi dell’art. 2409 del codice civile) e le motivazioni allegate.Nel frattempo il procuratore Gerardo Laguardia ha dichiarato ai cronisti che il suo ufficio ha «fondate ragioni» per aver chiesto lo scioglimento del cda Parmalat, la nomina di un commissario «ad acta» e la disposizione di un’ispezione che appuri cosa è successo nel corso dell’acquisizione (nel maggio del 2012) di Lactalis Usa da parte di Parmalat (che è controllata da Lactalis Francia). I dubbi sull’operazione infragruppo, sollevati dalla denuncia di azionisti di minoranza, hanno portato al procedimento civile che, adesso, deve accertare se effettivamente i vertici Parmalat hanno agito in contrasto con gli interessi aziendali. Per la procura (che ha aperto anche un fascicolo d’indagine autonomo dal procedimento civile in corso), l’acquisizione di Lactalis Usa (Lag) potrebbe essere il sistema illecito attraverso cui i vertici francesi di Lactalis sono riusciti a mettere le mani su 900 milioni di euro presenti nelle casse di Parmalat. Lo confermerebbero alcune mail acquisite dalla Guardia di Finanza e da Consob nella sede di Mediobanca, che dell’operazione infragruppo è stata advisor. Nonostante Mediobanca fosse creditrice di Lactalis, i vertici della banca non furono sostenitori dell’operazione. Stando alle mail acquisite dagli inquirenti, i manager della banca contestavano la fretta eccessiva e le pressioni di Lactalis per concludere l’operazione. Inoltre il prezzo di acquisto sollevava perplessità negli advisor. Nonostante ciò, il via libero all’operazione è giunto e Parmalat ha potuto acquistare la società di proprietà della sua controllante.

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