pr 30 /3/2011 parmalat – c’è anche ipotesi “spezzatino”


collecchio 30 marzo “L’ipotesi dello spezzatino Parmalat non e’ fattibile, ne’ auspicabile. Ma e’ vero che qualcuno ci sta lavorando”. Cosi’ ieri a tarda serata uno dei principali banchieri italiani commentava l’ipotesi di un accordo di spartizione della Parmalat tra la cordata italiana e i francesi di Lactalis.Lo scrive Il Sole 24 ore spiegando che l’ipotesi che starebbe prendendo forma in queste ultime ore, smentita da ogni protagonista date le necessita’ tattiche di mantenere un clima di contrapposizione frontale fino all’ultimo istante, sarebbe quella di una separazione delle attivita’ della Parmalat, che non lasci sul campo ne’ vinti ne’ vincitori. In sostanza, prosegue il giornale, la cordata italiana che di fatto fa capo a Intesa Sanpaolo – preso atto dell’ormai evidente abbandono della scena da parte dei Ferrero – continua a puntare su una soluzione industriale-finanziaria che tenga conto delle reali forze in campo, degli interessi italiani e della necessita’ di trovare un’ipotesi che non contrasti con le esigenze del mercato.L’idea piu’ gettonata, secondo il quotidiano, e’ che la cordata italiana presenti un’offerta a Parmalat Holding per rilevare le attivita’ italiane della Parmalat. Ipotesi che se fosse davvero percorsa fino in fondo, stando alle indiscrezioni vedrebbe anche Unicredit (anche solo sul fronte del financing) al fianco di Intesa Sanpaolo. Con un’offerta di circa un miliardo di euro, la cordata finanziaria italiana potrebbe rilevare gli asset domestici di Parmalat. Che poi potrebbero essere oggetto di fusione con Granarolo, creando un big player domestico nel settore lattiero-caseario. Il merger industriale, che le banche d’affari stimano portare sinergie per 80 mln l’anno, rappresenterebbe il viatico per avviare un nuovo corso della futura Parmalat-Granarolo, che avrebbe come destinazione finale pluriennale il ritorno in Borsa e l’uscita (totale o parziale) dei private equity. Industrialmente il progetto sta insieme, finanziariamente pure (essendo ormai escluse iniziative reali sul 100% dell’attuale Parmalat) e politicamente ancora di piu’ visto che l’obiettivo del governo non puo’ che limitarsi al mantenimento dell’italianita’ della filiera agroindustriale che sta a monte di Parmalat e Granarolo.

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