BARILLA INAUGURA STABILIMENTO SUGHI CON MONTI- RISTORANTI IN USA


SOLIGNANO 3 SETTEMBRE Barilla punta la sua strategia sulla pasta, in tutte le sue declinazioni, sughi compresi, e prevede di sbarcare negli Stati Uniti con una catena di ristoranti (la prima apertura dovrebbe essere a New York, a fine 2013), secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal.Ma il gruppo alimentare di Parma guarda con interesse anche al mercato sudamericano, ed in particolare alla sua locomotiva economica, il Brasile, mentre vuole disfarsi di asset che non hanno piena attinenza col core-business, così come avviene con la messa in vendita della consociata tedesca Lieken (pane e prodotti da forno), e con la recente cessione della controllata Number One al gruppo distributivo Fisi.A riprova della rinnovata vocazione per la pasta, dopo anni di merendine, biscotti e succhi di frutta, Barilla inaugurerà anche lo stabilimento a Rubbiano di Solignano (Parma), l’8 ottobre, occasione a cui è prevista la partecipazione del premier Mario Monti. Una struttura che a regime impiegherà 120 addetti, per un investimento di 40 milioni di euro, e che avrà due linee di lavorazione di sughi pronti, a base di basilico e pomodoro, tutti rigorosamente di produzione italiana.Insomma, la nuova ricetta di crescita della brand leader punta a far mangiare più carboidrati a tutti, in primis agli americani, e per questo si è fatto ricorso anche alla creazione di «ready-meals», tanto popolari nel Paese a stelle e strisce. La linea di pasti già pronti, da riscaldare nel forno a microonde, è stata lanciata nel febbraio scorso, con un totale di 4 miliardi di confezioni vendute tra febbraio e giugno. Un risultato promettente, anche se occorre almeno un anno per valutare l’effettivo successo dell’iniziativa.Ma la nuova rotta scelta dalla Barilla riflette anche un cambiamento degli usi dei consumatori europei, che alle prese con la crisi economica cercano di risparmiare sul carrello della spesa. Non a caso la Grecia, uno dei Paesi più colpiti, ha fatto registrare l’aumento più alto del consumo di pasta in Europa, pari al 3,5%, nel primo trimestre 2012 (dati Nielsen).Barilla ha chiuso il 2011 con un fatturato di 3.916 milioni. Gli Usa hanno contribuito per 365 milioni di euro, ben al di sopra dei 220 milioni del 2006, ma con un grande potenziale ancora da sviluppare.Barilla concentra il suo core business sulla pasta e sbarca negli Usa con una catena di ristoranti. È quanto pubblica stamani il Wall Street Journal.La compagnia, conosciuta nel mondo per i suoi spaghetti, ziti e penne, ha trascorso gli ultimi decenni ad inglobare compagnie di succhi, merendine e dolci per incrementare le sue vendite. Ma ora vuole rifarsi del pigro andamento della domanda europea puntando sulla pasta a livello globale, e dicendo basta a molto del resto.L’ingrediente chiave della sua nuova ricetta per la crescita: convincere gli americani a mangiare più carboidrati. Per fare questo, la compagnia spera di aumentare la propria visibilità negli Stati Uniti col lancio di una nuova catena di ristoranti col marchio Barilla, secondo quanto spiegato dallo stesso presidente Guido Barilla.«La maggior parte degli americani mangia pasta, ma non molto spesso – ha detto -. C’è senza dubbio del potenziale per un’espansione negli Stati Uniti». Allo stesso tempo la compagnia si sta liberando di marchi che esulano dal core business

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