ESSELUNGA POTREBBE SALVARE LA BATTISTERO


PARMA 3 FEBBRAIO Sarà Caprotti, il fondatore di Esselunga a salvare la Battistero? Sembra essere proprio questa la svolta positiva per lo storico marchio parmigiano destinato al fallimento dopo anni di crisi pesante. Esselunga è disposta a subentrare, anche immediatamente, a Fior di Pasticceria che aveva rilevato con un contratto di leasing le attività di Btt in liquidazione: il 24 gennaio, infatti, ha presentato al Tribunale di Parma un’offerta irrevocabile di acquisto di 5,5 milioni.. A questo punto, in attesa dell’ufficialità, si aprono importanti scenari di stabilità per l’azienda e per i dipendenti. Esselunga potrebbe (è solo un’ipotesi) utilizzare il know how della società parmigiana per produrre dolci per la propria marca commerciale. La proposta, intanto, è stata giudicata positivamente dal giudice che ha deciso di rinviare l’udienza. Secondo quanto è trapelato Esselunga sarebbe interessata all’acquisto dei beni aziendali di Btt: un passaggio che darebbe serie garanzie. Solo due numeri per intenderci: il colosso della distribuzione fattura 6 miliardi di euro e ha 100 milioni di capitale sociale. Più precisamente, i 5,5 milioni sono messi sul piatto da Esselunga per l’acquisto dello storico marchio parmigiano, le rimanenze di magazzino e l’avviamento, lasciando liquidità e debiti alla vecchia società. Con questa novità, si prospettano una maggiore soddisfazione per i creditori ed anche un nuovo concordato. I tempi, però, sono stretti. La prossima udienza è stata fissata il primo di marzo, dunque i professionisti che seguono la Battistero, l’avvocato Patrizio Pozzoli e il consulente d’impresa Vincenzo Simonazzi hanno 20-25 giorni per mettere a punto una nuova domanda integrando i numeri dell’offerta.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet