Italia punto di riferimento per la ricerca del Gruppo Chiesi


PARMA 3 OTTOBRE Inaugurato oggi a Parma, alla presenza dei Ministri della Salute, On. Ferruccio Fazio, del Lavoro e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, di altre autorità politiche nazionali e locali, dei rappresentanti dell’industria farmaceutica e del mondo accademico, il nuovo Centro Ricerche Chiesi, multinazionale farmaceutica italiana, a proprietà familiare, con sede a Parma.La costruzione del Centro Ricerche rientra in una strategia che vede l’azienda fortemente impegnata nella ricerca di nuovi farmaci e nuove soluzioni terapeutiche, e conferma il ruolo centrale dell’Italia nei piani di sviluppo mondiali di Chiesi, primo gruppo farmaceutico in Italia e 14° in Europa per investimenti in R&S nella classifica pubblicata dalla Commissione Europea, su 1.400 aziende di cui 67 farmaceutiche. Nel 2010 il fatturato netto è stato di 1.015 milioni di euro (+16,4% rispetto al 2009) con una crescita superiore a quella del mercato farmaceutico mondiale (+5% secondo l’IMS) ed europeo (solo +1,9%). “Complessivamente il settore farmaceutico dimostra una crescita moderata nei mercati più maturi, a causa della concorrenza dei prodotti generici per le specialità fuori brevetto e della trasformazione strutturale che il settore sta attraversando ormai da alcuni anni, accentuando le politiche di contenimento dei costi da parte dei Governi – ha dichiarato Alberto Chiesi, Presidente ed AD del Gruppo Chiesi – In questo contesto la nostra azienda sta andando controcorrente, grazie agli investimenti in ricerca e alla leadership raggiunta a livello mondiale dai prodotti per le patologie respiratorie, la neonatologia e la fibrosi cistica, un successo frutto proprio della ricerca interna. Il nostro auspicio è che il Governo intervenga con norme di stimolo e incentivo alla ricerca privata che consentano di accrescere la competitività del Paese, anche alla luce del ruolo – chiave che l’innovazione svolge a favore della crescita”.Il nuovo Centro, per il quale sono stati investiti oltre 90 milioni di euro, potrà occupare fino a 450 persone. Attualmente la struttura ospita 300 addetti, per la maggior parte ricercatori altamente qualificati, dedicati a individuare e sviluppare nuovi candidati farmaci e a completare il loro sviluppo clinico.La struttura, sviluppata su una superficie coperta di 22.000 mq, ospiterà tutte le persone e le attività di ricerca preclinica, clinica, oltre che quelle registrative e di farmacovigilanza, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei processi di discovery e di development.Il Centro Ricerche, inoltre, ospita una moderna Officina Farmaceutica, cioè uno “stabilimento” che produrrà i lotti dei nuovi farmaci impiegati per gli studi clinici.“Il Centro Ricerche sarà la Casa della Ricerca Chiesi, diventerà il polo scientifico del Gruppo, un ambiente ricettivo che si avvarrà del supporto di alcuni tra i migliori ricercatori, senza dimenticare i giovani e coloro che nel corso degli anni si sono trasferiti all’estero per realizzare i propri progetti – ha spiegato Paolo Chiesi, Vicepresidente e Direttore R&S del Gruppo Chiesi – Per facilitare lo scambio di idee è stato sviluppato un progetto architettonico ispirato all’idea di riportare al centro l’uomo: gli spazi sono concepiti per essere aperti, polifunzionali, adattabili, funzionali a creare occasioni di collaborazione e dialogo”. Oltre al Centro Ricerche di Parma, la struttura mondiale R&S di Chiesi può contare sul laboratorio di Chippenham (Regno Unito), focalizzato sui sistemi di somministrazione per via inalatoria, e sui gruppi di Parigi e Rockville (Maryland – Stati Uniti) che svolgono un ruolo chiave nelle procedure registrative presso le autorità regolatorie europee e statunitensi. L’investimento complessivo per la ricerca è stato nel 2010 superiore ai 150 milioni di euro, corrispondenti a circa il 15% del fatturato. “La nostra pipeline comprende numerose molecole e associazioni molto promettenti per patologie respiratorie, neonatologiche e neurologiche, solo per citarne alcune – ha continuato Paolo Chiesi – Il nostro obiettivo è proporre linee di ricerca innovative in modo da portare allo sviluppo clinico molecole originali, oltre che identificare nuove possibili applicazioni terapeutiche per le molecole già in fase di sviluppo. Solo nell’ultimo anno abbiamo 21 domande di brevetto su altrettante innovazioni. Recentemente abbiamo portato allo sviluppo clinico una nuova tripla associazione per il trattamento della BPCO e nell’ultimo anno, tre New Molecular Entity hanno raggiunto la fase del primo studio di tossicità. Si tratta di composti respiratori per inalazione. Inoltre, dopo il completamento degli studi preclinici e tossicologici, è iniziata la fase di studio sui pazienti del nuovo surfactante sintetico per il trattamento della sindrome da distress respiratorio in neonatologia.”L’Italia è il primo mercato al mondo per il Gruppo Chiesi. Il 2010 si è chiuso con un fatturato complessivo di 1.015 milioni di euro, realizzato al di fuori del mercato domestico per oltre il 70%, impiegando 3.737 persone (di cui 1.501 in Italia) nelle sue 24 filiali. Nei primi sei mesi 2011, il fatturato è stato pari a 540 milioni di euro.L’inaugurazione di oggi è un’ulteriore conferma di quanto l’industria farmaceutica contribuisca concretamente alla ricerca ed innovazione nel nostro Paese. Secondo una recente indagine presentata in luglio da Farmindustria, il settore occupa 6.050 addetti alla R&S, il 9,1% del totale (contro l’1,6 nella media dell’industria) ed investe ogni anno circa 1,2 miliardi di euro in Ricerca (il 12,2% dell’industria manifatturiera). Diversamente dagli altri, quello farmaceutico è per il 90% finanziato dalle stesse imprese.“La capacità di innovare è stata e deve continuare ad essere un fattore distintivo per l’Italia, motore della crescita sociale ed economica – ha dichiarato l’on. Ferruccio Fazio, Ministro della Salute – Il nuovo Centro Ricerche Chiesi, puntando ad accogliere menti brillanti e giovani ricercatori provenienti anche dall’estero, rafforza l’opportunità di far emergere l’eccellenza della ricerca italiana e consolida ulteriormente la capacità della nostra industria farmaceutica di proporsi come un soggetto che genera ricchezza per tutto il Sistema Paese, non solo in termini economici, ma anche sul fronte delle competenze scientifiche, delle tecnologie e della salute della collettività. Le istituzioni in generale e questo Governo in particolare continueranno a sostenere coloro che decidono di puntare sul nostro Paese”.

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