Monti jr lascia la nuova Parmalat


COLLECCHIO 3 GENNAIO Il nuovo corso impostato dalla francese Lactalis per la gestione di Parmalat non avrà tra i protagonisti Giovanni Monti, 39 anni, figlio dell’attuale premier italiano Mario Monti, il quale era approdato al gruppo agroalimentare di Collecchio nella primavera del 2009, chiamato dall’allora amministratore delegato Enrico Bondi per ricoprire l’incarico di responsabile del «Business development», ossia dello sviluppo di nuove possibilità di mercato per il marchio. Giovanni Monti, che è sposato e ha una figlia, lavora negli uffici di Collecchio, ma risiede a Parma e ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto. Dopo la laurea in discipline economiche e sociali alla «Bocconi» di Milano (università di cui il padre è stato rettore ed era presidente l momento dell’assunzione di incarico di premier), ha conseguito un Master in Business administration alla prestigiosa Columbia University di New York, dove ha poi conseguito un’ulteriore specializzazione con un Master in Affari internazionali.Mentre era alla Columbia ha lavorato associato per gli investimenti bancari alla banca d’affari Goldman Sachs. La sua carriera lavorativa era iniziata come consulente di direzione da Bain & company, dove è rimasto dal 1997 al 2001. Dopo gli studi alla Columbia University, dal 2004 al 2009, vale a dire fino al suo approdo alla Parmalat, Giovanni Monti ha lavorato prima a Citigroup e poi a Morgan & Stanley: a Citigroup è stato responsabile di acquisizioni e disinvestimenti per alcune divisioni del gruppo, mentre alla Morgan si è occupato in particolare di transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa, alle dipendenze dirette degli uffici centrali di New York. Non è la sola novità in Parmalat. Dall’estate scorsa l’amministratore delegato di Collecchio, Yvon Guerin, sta cambiando il volto del management. Sempre secondo MF, infatti, Massimiliano Quaini – responsabile degli affari internazionali di Parmalat – non fa più parte del Gruppo. E nei mesi scorsi erano giù usciti il direttore finanziario Pier Luigi De Angelis e la responsabile delle risorse umane Manuela Mangiagalli. L’unico dirigente dell’era Bondi che resta al suo posto è Antonio Vanoli, ex manager del gruppo Ferrero, che gestisce il business nazionale. L’ad Guerin – uomo di fiducia dei Besnier – sta lavorando al piano industriale che verrà presentato in primavera.

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