Meno pomodoro da industria nel nord Italia, mentre la filiera si ricompatta at-torno al Distretto del pomodoro.


parma 28 luglio Nel corso dell’Assemblea del Distretto del Pomodoro del Nord Italia, tenutasi nell’ambito della manifestazione Tomato World in campo a Gariga di Podenzano (PC), sono stati comunicati i dati ufficiali relativi ai quantitativi di pomodoro contrattati ed alle superfici effettivamente coltivate per la campagna 2011.Dall’analisi si riscontra una quantità totale contrattata (al 15 marzo 2011) di 2.741.690 tonnel-late, a fronte di una superficie di 38.578 ha, corrispondente ad una resa di 71,1 t/ha. Dalla successiva verifica fatta al 30.06.2011, si è evidenziata una contrazione delle superfici real-mente impiantate del 3,5% rispetto a quelle contrattate, e dell’8,3% rispetto alle superfici col-tivate nel 2010. Se si considera inoltre la produzione media degli ultimi 5 anni e l’avverso an-damento stagionale che ha colpito, nelle prime fasi di coltivazione, soprattutto gli impianti medio-precoci, si può stimare una riduzione complessiva della produzione tra il 12 e il 15% ri-spetto alla campagna 2010. Per la filiera è sicuramente un dato positivo che dimostra la volontà, l’impegno e la coesione di tutti gli associati nel tentativo di riportare in equilibrio il mercato valorizzando al meglio la qualità e le peculiarità delle produzioni del territorio del Distretto. Ciò anche in considerazio-ne della pesante situazione di mercato venutasi a creare in questi ultimi anni, soprattutto per il concentrato di pomodoro, pesantemente condizionato dalle crescenti importazione dai Paesi terzi ed in particolare dalla Cina. A questo proposito il Distretto del Pomodoro ha espresso ancora una volta l’assoluta necessi-tà di arrivare, nel più breve tempo possibile, all’approvazione di una norma europea che im-ponga l’etichettatura di origine con l’indicazione del luogo di coltivazione e di trasformazione della materia prima, in modo da poter valorizzare nella massima trasparenza per il consuma-tore, un prodotto ottenuto seguendo rigidamente i metodi di coltivazione integrata a tutto vantaggio della sicurezza alimentare e della salubrità, nel rispetto dell’ambiente e dei principi etici.L’Associazione Distretto del Pomodoro da Industria – Nord Italia è costituita dai soggetti della filiera del pomodoro dell’Area Nord e ad oggi conta 61 Associati che rappresentano la quasi totalità del comparto produttivo. Per la parte agricola, partecipano le Organizzazioni dei Pro-duttori, le OP di auto-trasformazione e le Organizzazioni Professionali. Per la parte industriale, partecipano le industrie Private di Trasformazione, le industrie Cooperative di Trasformazione e le Associazioni di categoria. Il Distretto è costituito anche da soci consultivi, ovvero da Enti pubblici, come le Province, le Camere di Commercio e i Centri di ricerca di riferimento del set-tore, che forniscono un prezioso contributo secondo le proprie competenze.Le finalità che originariamente il Distretto si è posto sono quelle di promuovere forme di con-fronto, di collaborazione e coordinamento tra le parti coinvolte nella filiera, in particolare do-po l’avvenuto disaccoppiamento degli aiuti comunitari al settore, con lo scopo di rafforzare la competitività della filiera nel suo complesso, approcciando le nuove sfide del mercato in mo-do compatto e coordinato. Le posizioni comuni fin ora raggiunte riguardano l’approvazione del nuovo statuto e la defini-zione delle “regole condivise” che definiscono il comportamento degli operatori dalla campa-gna 2011.L’Assemblea del Distretto del Pomodoro ha inoltre deliberato di richiedere il riconoscimento quale Organizzazione Interprofessionale interregionale ai sensi della legge Regionale dell’Emilia Romagna n. 24/2000 e della regolamentazione comunitaria in materia. Il Presidente del Distretto Pier Luigi Ferrari, dopo l’approvazione del documento sulle “regole condivise” per la gestione della campagna del pomodoro 2011 ha dichiarato: “Con soddisfa-zione vediamo il proseguimento della attività del Distretto con l’obiettivo di essere il riferimen-to territoriale di qualità e competitività. Solo con una logica di coesione è possibile confrontar-si con le attuali logiche di mercato”.

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