CIBUS 2012: L’INTERA FILIERA ALIMENTARE A PARMA PER INCONTRARE GLI OPERATORI PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO


PARMA 23 APRILE E’ il dato eclatante del 2011: la domanda di food made in Italy proveniente da tutto il mondo cresce ancora, nonostante la crisi economica. Non solo nei Paesi tradizionali importatori di cibo italiano, come la Germania o gli Usa, ma anche nei Paesi emergenti: 300 milioni di indiani benestanti consumano pasta, olio e formaggi italiani; in Brasile proliferano i ristoranti italiani e nei negozi crescono i consumi di pasta, salumi, formaggi, pizza e gelato; la Russia, che importa il 40% del proprio fabbisogno alimentare compra fortemente italiano; l’occidentalizzazione delle abitudini alimentari tocca anche milioni di cinesi e vietnamiti.
L’export dell’industria alimentare non a caso è cresciuto del 10,3% nel 2011 e le previsioni per il 2012 sono buone. Inoltre le aziende Italiane tengono anche le quote sul difficile mercato interno e portano la bilancia commerciale dei prodotti tipici del made in italy ad un saldo positivo di 7 miliardi di Euro.Ma il mantenimento di questi tassi di crescita dipenderà da vari fattori: dalla coesione dell’intera filiera agroalimentare, dalla integrazione delle attività mirate all’internazionalizzazione di enti governativi e non, dalla capacità di veicolare i prodotti italiani nella grande distribuzione estera, dai risultati della lotta contro i prodotti imitativi, il cosiddetto “italian sounding”. 
Di queste tematiche si è parlato oggi nella conferenza stampa di presentazione di Cibus 2012, 16° edizione del Salone Internazionale dell’alimentare italiano che si terrà dal 7 al 10 maggio a Parma, tenutasi oggi a Milano.
“Cibus è una fiera delle aziende e per le aziende – ha detto Franco Boni, presidente di Fiere di Parma – pertanto, dato che l’obiettivo principale dell’agroalimentare è la conquista dei mercati esteri, abbiamo raddoppiato i nostri sforzi per assicurare l’arrivo di buyers ed operatori dai Paesi maggiormente interessati. I visitatori troveranno 120 mila mq di quartiere fieristico, completamente ristrutturato e dotato di ampi parcheggi, circa 2.300 aziende espositrici e tante novità”. La manifestazione fieristica, che sarà inaugurata nella mattinata del 7 maggio dal Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, ospiterà anche la assemblea annuale di Federalimentare. “L’industria alimentare italiana – ha dichiarato in conferenza stampa Filippo Ferrua, presidente di Federalimentare – fatta di 6.500 medie e piccole imprese che impiegano 410.000 lavoratori e genera 130 miliardi di euro di fatturato, è la seconda realtà manifatturiera del Paese e produce l’8,1% del PIL. Cibus, frutto della collaborazione tra Federalimentare e Fiere di Parma, è da ventisette anni l’evento espositivo di eccellenza per il settore, una vetrina di assoluto prestigio sempre di più rilevante nel favorire l’export agroalimentare italiano. Grazie anche a Cibus, il nostro modello alimentare è sempre più popolare nel mondo, mentre in Italia soffre la costante contrazione dei consumi dell’ultimo quinquennio. “Tornare a crescere” sarà pertanto il titolo dell’assemblea annuale della nostra Federazione che si terrà a Parma nel contesto della giornata inaugurale di Cibus: un momento di confronto in cui imprese, istituzioni e opinionisti saranno chiamati a dibattere modi e tempi per ritrovare un percorso virtuoso di sviluppo”.
Sul fronte dell’export, Fiere di Parma conferma di aver triplicato le prenotazioni dei buyers provenienti dai Paesi emergenti (dalla cinese Shanghai City Supermarket alla brasiliana Grupo Pão de Açúcar), come dai mercati storici di sbocco con la partecipazione di tutti i retailer di riferimento (Delhaize, Rewe, Auchan, Metro e via dicendo).Un focus dedicato quest’anno anche ai key player del “fuori casa” americano a cui verrà dedicato un incoming specifico per illustrare concretamente le differenze qualitative tra il vero made in italy e l’italian sounding.
Particolarmente attivo sarà il “Cibus Export Desk” dove le aziende espositrici potranno incontrare i buyers indiani, nipponici, cinesi, brasiliani, tedeschi, statunitensi ed altri ancora e seguire anche i workshop di approfondimento.Il livello di competenza raggiunto dal CIBUS Export Desk potrà essere apprezzato in occasione del Cibus Global Award; tutta la business community l’8 pomeriggio potrà assistere al “primo viaggio tra gli scaffali dei principali retailers alla ricerca dei prodotti made in italy”. Negli ultimi 6 mesi, infatti, gli esperti cooptati da Fiere di Parma e Federalimentare hanno visitato, fotografato e filmato le catene della distribuzione Asiatica, Americana ed Europea per capire se e come viene esposta e valorizzata la nostra produzione; l’obiettivo è restituire alle aziende una fotografia aggiornata sui rischi e sulle opportunità che ci offrono i diversi mercati nonché premiare (appunto con i Cibus Global Award) quei retailers che meglio hanno saputo interpretare ruolo e posizionamento del made in italy all’interno dei loro assortimenti.
Per aiutare le imprese alimentari italiane a selezionare e gestire le proprie partecipazioni fieristiche anche nei Paesi emergenti, Fiere di Parma e Fiere di Colonia, hanno costituito una cabina di regia per gestire le relazioni con i buyers di Germania, Europa dell’Est, Giappone, USA e ASIA. Ne parlerà a Cibus 2012 il Ceo di Koeln Messe, Gerald Böse, che sarà presente all’inaugurazione della fiera, anche per illustrare il lavoro che si sta facendo per una grande collettiva firmata Anuga&Cibus al Thaifex,la fiera alimentare in Thailandia evento leader dell’Area, nel maggio 2013, tanto più importante nella prospettiva del nuovo grande mercato unico del Sud Est Asiatico (ASEAN).La 16° edizione di Cibus dunque guarda molto all’estero, ma non dimentica naturalmente la contrazione dei consumi alimentari interni. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Elda Ghiretti, Cibus Brand Manager – è quello di unire il più possibile la filiera alimentare per arricchire la vetrina di Cibus, che è già senza dubbio la più importante in Italia e nel Mondo del food italiano. Questa completezza dell’offerta favorisce l’interesse e la presenza dei buyers sia italiani che esteri. Ecco dunque che avremo nuovi spazi come quello dedicato all’industria del surgelato (Frozen Food), quello dedicato alla realtà in crescita degli automated self shop (Venditalia Self Expo) e quello dedicato ai micro birrifici artigianali (Micro Malto). Anche il BIO diventa protagonista a CIBUS come offerta integrata al convenzionale da parte sia dagli specialisti sia delle grandi marche. Grazie a questa formula CibusBio – con 350 espositori – è già la seconda fiera al mondo del settore dopo Norimberga. Va inoltre segnalata la presenza a Cibus della Piazza dei Prodotti Dop, organizzata dalla Associazione dei Consorzi di Tutela AICIG, in collaborazione col Ministero dell’Agricoltura. I migliori formaggi italiani saranno premiati dalla nota Scuola di Cucina Alma, diretta da Gualtiero Marchesi, e si potranno trovare le specialità delle Regioni italiane nelle Collettive regionali”.
Cibus 2012 ospita due “fiere nelle fiere”: Dolce Italia e Pianeta Nutrizione.
Dolce Italia, organizzato dalla Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane (Aidepi) è arrivato ormai alla sua quinta edizione ed è testimone di un comparto produttivo che mantiene le proprie vendite sul mercato interno e registra una grossa crescita nell’export: +4,6% in volume e + 8,2% in valore, per un valore complessivo di circa 3 miliardi di euro (vedi cartella stampa).
Pianeta Nutrizione, organizzato da Akesios e giunto alla sua terza edizione, è un Forum multidisciplinare sulla sana e corretta nutrizione cui partecipano medici, nutrizionisti e società scientifiche, ma che ha anche una sua sezione espositiva, con circa 60 aziende espositrici. Tra i temi più importanti che verranno trattati nei convegni: la differente nutrizione per maschi e femmine; l’obesità infantile; come il cibo può prevenire malattie e invecchiamento; la celiachia; la etichettatura nutrizionale; la iodoprofilassi nella filiera alimentare. Tra le aziende espositrici si trovano diversi brand assai noti al grande pubblico come Amadori che propone una linea di prodotti a “iodio protetto”, Eridania, Grissin Bon, la linea Bene.Si della Coop, Equilibra che distribuisce i prodotti salutisti in molti supermercati, Dietetica, CIR Food, Pucci, Sojasun ed altri ancora. Sarà presente anche una “Isola Benessere” dove ogni giorno si terranno convegni scientifici, incontri stampa, presentazione di nuovi prodotti, degustazioni (vedi cartella stampa).
“Non si può più parlare di cibo senza parlare di corretta alimentazione – ha detto il Prof.Sergio Bernasconi, coordinatore scientifico di Pianeta Nutrizione e direttore della Clinica pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – non per moda ma perché è importante, specie per noi italiani, saper coniugare la buona tavola con una alimentazione salutare. E’ ormai stato dimostrato, infatti, che l’adozione di corretti stili di vita ed in particolare le scelte alimentari agiscono in modo incisivo sulla possibilità di evitare lo sviluppo di malattie, di controllarne l’evoluzione o, al contrario, provocarne l’insorgenza”. 
Cibus è conosciuta come la fiera della industria alimentare italiana, ma è anche la fiera della grande distribuzione, italiana ed estera, cioè il luogo “where food meets business”, come recita il claim della manifestazione. E dal livello di collaborazione tra industria e distribuzione dipende molto del futuro del comparto alimentare. Un altro momento che Cibus dedica alla Grande Distribuzione è la presentazione dello Studio sulla Store Brand (Marca Commerciale). In continuità rispetto al 2010 verrà presentata la seconda edizione della ricerca dell’Università di Parma con Nielsen che analizza la trasformazione della marca commerciale in marca di qualità e potenziale ambasciatrice della qualità alimentare italiana.
“Il persistere di una congiuntura economica negativa e il peggioramento delle aspettative di medio lungo periodo – ha dichiarato il Prof. Giampiero Lugli, Facoltà Economia Università di Parma, coordinatore della ricerca – stanno cambiando il comportamento di acquisto dei consumatori. Per mantenere i volumi necessari, i clienti cambiano il mix delle marche acquistate: negli ultimi dieci anni, Nielsen ha registrato un impoverimento di dieci punti nel valore del carrello.Le aziende commerciali fronteggiano la necessità ed il desiderio di risparmio dei loro clienti anche e soprattutto investendo nel branding distributivo. Sarebbe però un errore pensare alla crescita della marca commerciale solo in termini quantitativi. Le insegne hanno infatti progressivamente esteso la copertura del branding distributivo oltre le categorie basiche ; sono entrate in contesti non presidiati dalle marche industriali ( freschi, gastronomia, prodotti tipici) ed hanno ampliato la gamma al premium price . Nel prossimo futuro la marca commerciale sarà sempre meno “privata” perché, per penetrare nuovi canali ed i mercati in cui il distributore non è presente con propri punti di vendita, occorre rompere la simbiosi con l’insegna. Si aprono così nuove opportunità di collaborazione con l’industria di marca in quanto il copacking per il branding distributivo sta diventando uno dei principali driver delle esportazioni. Nel prossimo futuro, la creazione di valore si baserà anche sulla condivisione del branding”. 
Per questa ragione CIBUS e Parma sono diventati da alcuni anni il luogo dove i Retailers più evoluti cercano non solo fornitori ma veri e propri partners per progetti di collaborazione di Lungo Periodo, spesso anche per le loro Premium Store Brands, per creare selezioni di Formaggi e Salumi, Conserve Vegetali italiane 100%, Ready Meals tipicamente italiani, specialità Regionali, ecc.. In sostanza i decisori dei grandi distributori internazionali riescono ad importare nei loro paesi (e nei loro punti vendita) le autentiche atmosfere – e i valori – che caratterizzano un prodotto alimentare unico come quello italiano solo vivendo il territorio.
Tanti i convegni, ufficiali e non, di Cibus 2012: tra quelli ufficiali spicca il 7 maggio quello dedicato al canale della ristorazione negli Usa e alla dicotomia tra prodotti autentici italiani e prodotti imitativi: verrà presentata una ricerca da parte del Management Resourses of America (Mra). L’8 maggio si parlerà dell’avanzata, anche nel nostro Paese, del “vending” cioè della distribuzione automatizzata di bevande e cibo. Il 9 maggio l’Istat e Cariparma offriranno una panorama dettagliato dell’industria alimentare, proponendo la valorizzazione delle filiere agroalimentari. E nella stessa giornata, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni geografiche farà il punto sui prodotti Dop e Igp, presentando una ricerca dell’Ismea sulla loro tutela legale internazionale. Il 10 maggio un convegno sui requisiti richiesti dalla Gdo per la omologazione dei fornitori, organizzato da Fiere di Parma e coordinato da Massimo Gelati (si veda l’elenco completo in cartella stampa). 

Si segnala, infine, il “fuori salone” di Cibus, “CibusinCittà”, che propone degustazioni e lezioni volanti nelle strade di Parma ed un originale triangolare di calcio che si terrà alla Stadio Tardini di Parma, cui parteciperanno i personaggi dello spettacolo della squadra Mediaset Stars e le squadre della Industria Alimentare e della Grande Distribuzione, formate da dirigenti delle imprese

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