LEGACOOP PARMA- ECCO IL PIANO D’AZIONE AL 2015


PARMA 23 LUGLIO Riorganizzazione, integrazione, passaggio dall’una all’altra generazione, semplificazione, infine alta formazione. Sono tanti i sostantivi che ricorrono nel nuovo manifesto programmatico redatto da Legacoop Parma in vista del triennio 2013-15 e che fanno rima con cooperazione, risorsa che anche i numeri dicono avere retto meglio all’urto della crisi. Incluse le unità locali delle coop fuori zona la sfera cooperativa aderente a Legacoop provinciale riunisce oltre 110mila soci, 16mila occupati (il 90% dei quali assunti a tempo indeterminato) e 147 società, per un fatturato complessivo di un miliardo e mezzo di euro (il 10% del Pil del territorio). Il nuovo programma di lavoro della centrale cooperativa, condiviso con la direzione provinciale lo scorso 29 giugno, sostanzialmente aggiorna i principi di fondo in base alle mutate condizioni economiche, senza tuttavia tradire lo spirito identitario e democratico della precedente relazione.“Il nostro documento – dice il presidente di Legacoop Parma Andrea Volta – riprende i temi congressuali contestualizzandoli alla crisi attuale. Gli obiettivi che l’associazione intende perseguire sono in tutto sette, alcuni dei quali di carattere generale, altri di natura più concreta”.Fa parte della seconda categoria, innanzitutto, una politica di sostegno attivo all’integrazione tra singole cooperative, dai punti di vista organizzativo, finanziario e strategico. “Oggi – spiega il presidente – il mercato chiede dimensioni di impresa e capacità competitive superiori. Legacoop possiede tutta la qualità e l’esperienza necessarie ad assistere le aziende in un percorso di integrazione che ne potenzi l’offerta e ne strutturi il management. Penso alle fusioni, oppure ai gruppi cooperativi paritetici e ai vantaggiosi contratti di rete”.Altro cavallo di Legacoop è il ricambio della classe dirigente: “Non c’è innovazione senza formazione. Grazie alla partnership con Qua.Dir, società di alta formazione cooperativa, l’associazione offre alle sue cooperative servizi di grande professionalità e studiati su misura per competenze di ogni genere, dalla finanza, al marketing al controllo”.Ma è il rapporto con l’Ente pubblico, uno dei capitoli che più sta a cuore alla cooperazione: “Vorremmo essere parte attiva del cambiamento economico e sociale – sostiene Volta – e non semplici fornitori di servizi. In fondo, il movimento cooperativo è esso stesso modello di organizzazione del lavoro e gestione dei costi. Mi auguro che le amministrazioni locali e centrali ci considerino sempre più in veste di partner”.Volta non dimentica infine di citare, tra le linee guida del proprio programma, “la collaborazione con l’Università di Parma attraverso la partecipazione di docenti alle nostre iniziative”.Promotore e garante del Codice etico, divulgatore della futura Carta dei servizi: ecco le ultime due voci dell’agenda Legacoop, missione impegnativa ma nella quale “è sempre più necessario – conclude Volta – che il movimento intero vi si rispecchi”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet