Parmalat: per Cda prezzo puo’ arrivare fino a 3,17 euro


collecchio 23 maggio Il corrispettivo offerto da Lactalis di 2,6 euro per azione non e’ stato giudicato congruo dal cda di Parmalat perche’ giudicato appena superiore o anche inferiore ai minimi individuati negli intervalli di prezzo presi in considerazione che raggiungono un massimo di 3,17 euro per azione.E’ quanto emerge dal documento che il Cda di Parmalat ha inviato a Consob per motivare la decisione di respingere l’Offerta Lactalis.In particolare si legge nel documento che Goldman Sachs, in qualita’ di advisor, “ha comunicato che, al prezzo di 2,6 euro per azione” non “puo’ dichiarare il corrispettivo congruo e che quindi non rilascia la fairness opinion”.Nel documento si spiega poi che l’advisor e il Cda “con il supporto” di Goldman ha individuato tre metodologie di valutazione del prezzo: flussi di cassa annualizzati, Multipli di operazioni selezionate e premi impliciti in offerte pubbliche di acquisto precedenti. Inoltre il consulente ha anche tenuto conto dei multipli di mercato di societa’ comparabili, dei target price degli analisti sul titolo Parmalat e le quotazioni di borsa delle azioni ordinarie dell’emittente in diversi orizzonti temporali.Per la prima metodologia l’intervallo di prezzo individuato dal Cda e’ “ricompreso tra 2,53 euro e 3,10 euro”, per la seconda metodologia “tra 2,56 euro e 3,17 euro” e per la terza “tra 2,71 euro e 3,14 euro. Tenuto conto del posizionamento del corrispettivo” offerto da Lactalis a 2,6 euro/azione “rispetto a tali intervalli il Cda ritiene che il corrispettivo non sia congruo in quanto, per le prime due metodologie, tale corrispettivo e’ appena superiore al valore minimo individuato e, per l’ultima metodologia , il corrispettivo e’ addirittura inferiore al valore minimo individuato”.

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